Ha richiesto documenti a ministero della Sanità, Istituto Superiore di Sanità e Aifa

Bologna – Il Tar dell’Emilia Romagna ha preso tempo e si riunirà di nuovo il 13 giugno per decidere nel merito del ricorso di Codacons per ottenere l’annullamento delle disposizioni regionali che vietano per legge l’accesso agli asili ai bambini non sottoposti a vaccinazione obbligatoria (antipolio, antiepatite B, antitetanica, antidifterica). Il Tar ha richiesto documenti al ministero della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità e all’Aifa per capire come mai non è possibile somministrare ai bambini – come prevede la legge – le sole quattro vaccinazioni obbligatorie e come invece le Asl usano farmaci che contengono anche vaccinazioni facoltative.

 

Dal canto suo l’assessore regionale Venturi si è detto soddisfatto perché “non c’è stato alcuno stop alla nostra legge regionale, né è stato messo in discussione l’obbligo vaccinale che abbiamo introdotto per l’iscrizione agli asili nido e ai servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, dell’Emilia-Romagna”.

“Ora- prosegue- aspettiamo il chiarimento del Ministero  rispetto all’approvvigionamento del singolo vaccino antidifterico. Al momento, sulla base delle licenze attuali, è possibile reperire singolarmente tre dei quattro vaccini obbligatori – tetano, poliomelite, epatite B – ma non la difterite, e possono essere solo il Ministero e le autorità sanitarie nazionali a intervenire per avere nuove e diverse produzioni, non la Regione.

 

In Emilia-Romagna, da calendario nazionale, viene offerto il vaccino esavalente, che contiene le quattro vaccinazioni obbligatorie più due raccomandate contro la pertosse e la meningite. “continuiamo ad attivarci per avere vaccini ad hoc e permettere a quei genitori, che come sottolinea anche il Tar sono ‘in numero ridotto ma non trascurabile’, di completare le vaccinazioni somministrando le sole per le quali è previsto l’obbligo normativo”.