“Il Ridolfi è un pozzo senza fondo, milioni di euro in volo”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Per dovere di chiarezza, ritorniamo sulla vicenda dell’Aeroporto di Forlì e sul percorso che ha portato allo stallo attuale. In troppi hanno la memoria corta e non si ricordano che l’aeroporto di Forlì non regge, innanzitutto, economicamente. Vorremmo ricordare infatti che i bandi per l’assegnazione sono stati innumerevoli e sempre andati deserti fino ad arrivare alla proposta di Halcombe. L’imprenditore americano forse contava (ed è possibile che glielo sia stato fatto credere) che il pubblico, come in passato, avrebbe regalato altri milioni di euro. Quando però ha capito che da quel versante non arrivava nulla, ha preferito perdere i cinque milioni di euro investiti anziché proseguire e perderne altri.

E la storia di questi anni e lì a ricordarcelo. Gli enti pubblici, segnatamente la Regione, la Provincia e il Comune, mentre i privati fuggivano lontano, hanno perso più di quaranta milioni di euro, letteralmente volati via dal territorio semplicemente perché l’aeroporto, oltre ad essere in mezzo alla città, con tutti i problemi ed i limiti che ciò determina, è schiacciato tra quelli di Rimini e Bologna e il territorio non ha una vocazione strutturale ad attirare il turismo di lungo raggio.

Viene, quindi, naturale domandarsi il numero di posti di lavoro che sarebbero stati creati se quei quaranta milioni di euro volati via dall’Italia fossero stati investiti sul territorio? Vogliamo che si investano e si perdano milioni di euro pubblici per tenere in piedi un aeroporto strutturalmente in perdita oppure, proponiamo noi, sarebbe meglio immaginare un altro tipo di sviluppo, più consono alle possibilità e alla vocazione del territorio all’interno del quale impiegare i lavoratori dell’aeroporto e non solo?

 

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Forlì