CESENA. Politiche del personale rigidamente sorvegliate dal Comune di Cesena: nel giro di 5 anni – dal 2011 al 2015 – il numero dei dipendenti è diminuito del 7,5%, passando da 608 a 562 unità (comprese quelle trasferite all’Unione dei Comuni), e questo ha prodotto un effetto significativo sulla spesa, con una riduzione di quasi 1,7 milioni di euro.

E proprio grazie a questo stretto controllo dei conti, il Comune ha potuto beneficiare dello sblocco delle assunzioni decretato dal Governo a fine luglio, e così entro il mese di ottobre potrà formalizzare l’ingresso in organico di 2 figure professionali attualmente in comando dalle Provincie di Forlì-Cesena e Ravenna (si tratta di un tecnico addetto ad espropri e di un addetto al controllo di gestione) e l’assunzione stabile di altri quattro addetti (1 falegname, 1 necroforo e 2 cantonieri) in sostituzione di personale andato in pensione.

A fornire questi sono il Sindaco Paolo Lucchi e il Vicesindaco Carlo Battistini in una lettera inviata ai consiglieri comunali per fare il punto della situazione sulle politiche del personale. Nella stessa comunicazione Sindaco e Vicesindaco segnalano la conclusione del processo di valutazione dei dirigenti per l’anno 2015, sulla base del quale – come prevede il contratto nazionale – viene definita la quota di loro retribuzione legata agli obiettivi raggiunti. Solo una minima parte dell’incentivo è variabile e viene attribuita da un apposito fondo determinato dalla Giunta: già da alcuni anni la somma stanziata è di circa 22.000 euro complessivi, da distribuire fra gli 11 dirigenti comunali.

 

Di seguito il testo della lettera.

 

Come già avvenuto lo scorso anno, riteniamo utile informare i Consiglieri comunali sull’andamento e sui risultati delle politiche del personale. È noto infatti come questa Amministrazione ritenga particolarmente importante tenere sotto controllo la spesa pubblica, al cui interno la voce di costo relativa al personale, rappresenta uno dei capitoli più importanti. Si tratta di un impegno al quale il Comune di Cesena ha rivolto grande attenzione fin dalla scorsa legislatura e prima ancora che intervenissero i provvedimenti normativi tesi a contenere il turn over nella pubblica amministrazione.

Per avere un arco di comparazione adeguato, riteniamo utile fornire l’andamento utilizzando un orizzonte quinquennale. Al 31-12-2011 i dipendenti del Comune di Cesena erano 608, mentre al 31-12-2015 questo dato si è attestato a 562 (compresi i 55 dipendenti trasferiti in Unione dei Comuni). Appare subito evidente, quindi, una diminuzione di personale pari a 46 unità (il 7,5% in meno, quindi).

Analogamente, si è registrata una riduzione di spesa rilevante: l’esercizio 2011, infatti, ha registrato una spesa per il personale pari a 24.813.501 euro, mentre nell’esercizio 2015 tale voce si è fermata a 23.132.570 euro, per un risparmio di 1.680.932 euro, pari al 6,8%. Si tenga conto che, come previsto dalla legge, questa voce ricomprende il personale ceduto, insieme a funzioni o servizi, ad organismi partecipati (ad esempio, le insegnanti in carico ad ASP, i docenti del Corelli, il personale di Energie per la città). Ed anche i dati del 2016 confermeranno la stessa tendenza.

In questo contesto di generale controllo di questa importantissima voce di bilancio (e con l’obiettivo di non perdere mai di vista la qualità dei servizi che il Comune di Cesena eroga a cittadini ed imprese), abbiamo guardato con grande attenzione allo sblocco delle assunzioni decretato dal Governo nel mese di luglio: è stato quindi attivato quanto previsto nel piano 2015-2017, che ci porterà ad altre 6 assunzioni entro ottobre. Nello specifico, si procederà a formalizzare l’ingresso in organico delle 2 figure professionali attualmente in comando dalle Provincie di Forlì-Cesena e Ravenna. Si tratta di un tecnico addetto ad espropri e patrimonio e di un addetto al controllo di gestione. Contestualmente, l’Unione dei Comuni assorbirà un operatore informatico (ricordiamo che, dopo questo passaggio, il personale proveniente dalle Provincie assorbito da Comune ed Unione ammonterà a 5).

Le altre 4 assunzioni riguarderanno personale operativo per sostituire o stabilizzare personale che attualmente opera con contratto a tempo determinato: si tratta di 1 falegname, 1 necroforo e 2 cantonieri, la cui necessità è nota da tempo visto il pensionamento di personale precedentemente addetto.

Cogliamo inoltre l’occasione della lettera per inviare la consueta comunicazione, relativa alla conclusione del processo di valutazione dei dirigenti per l’anno 2015, necessario al riconoscimento dell’incentivo annuale cioè della quota di retribuzione di risultato dei dirigenti stessi.

Come è noto, dopo aver approvato il Bilancio e definito le linee strategiche su cui lavorare, l’Amministrazione assegna formalmente obiettivi e risorse ai dirigenti della struttura che sono chiamati a gestire secondo gli indirizzi programmati. Oltre al monitoraggio continuativo dell’attività dell’ente, a fine anno vi è la verifica formale di quanto realizzato. Tale giudizio si concretizza in una scheda di valutazione predisposta da un soggetto esterno monocratico (Nucleo Indipendente di Valutazione – N.I.V., previsto dalla normativa vigente), sulla base degli obiettivi raggiunti, del controllo di gestione e delle competenze professionali.

Giova ricordare come la retribuzione accessoria dei dirigenti – prevista dai contratti nazionali di lavoro – viene calcolata secondo precise disposizioni normative, ed è alimentata, per la maggior parte, da voci previste in modo rigido dallo stesso contratto nazionale. Solo una minima parte variabile viene attribuita da un apposito fondo determinato dalla Giunta che, per il 2015, si è attestato sui 22.000 euro complessivi, da distribuire fra gli 11 dirigenti comunali. Si tratta della stessa cifra del 2014, già frutto di una cospicua riduzione che, dal 2011, ha visto la parte variabile delle risorse assottigliarsi di ben il 65,6%. A ciò si aggiunga che anche il Governo ha, da diversi anni, congelato i fondi per il trattamento accessorio dei dirigenti

In questo contesto dal quale appare chiaro come Cesena sia lontana da quei “superpremi” dei quali purtroppo anche in questi giorni raccontano alcune cronache cittadine, il nostro ente ha peraltro sempre posto una particolare attenzione ai principi di meritocrazia, differenziando la valutazione dirigenziale. Ciò è avvenuto anche per la valutazione relativa all’anno 2015, nella quale si è puntato decisamente su principi di meritocrazia: anche per il 2015, infatti, nessun dirigente, neppure i più meritevoli, ha ottenuto la valutazione massima (il range su cui si sono attestate le valutazioni va infatti da un minimo di 81/100 ad un massimo di 94/100) .

Questi punteggi, tradotti in termini economici, significano che a nessun dirigente è stato erogato il premio massimo percepibile, comportando per il Comune di Cesena un risparmio di circa 7.000 euro, che restano quindi nella disponibilità del bilancio comunale.

Ricordiamo, infine, che è in discussione una ampia riforma della pubblica amministrazione, nella quale viene toccato anche l’ambito della dirigenza pubblica. Tale riforma, nei propositi del Ministro Madia, è destinata a modificare completamente le modalità di selezione e retribuzione dei dirigenti. In particolare, è previsto che la quota di retribuzione dei dirigenti vincolata al raggiungimento degli obiettivi, passi dall’attuale 15% al 30%. Ci pare quindi che si sia in procinto di introdurre, a livello nazionale, quel principio meritocratico che il nostro ente applica ormai da più di 15 anni.

Naturalmente, stante l’importanza del tema, ci rendiamo disponibili a qualsiasi approfondimento in sede di Commissione consigliare ed anzi auspichiamo che nella programmazione dei lavori della stessa, possa essere inserito un confronto specifico sulle politiche di gestione del personale nel nostro Comune.

 

 

 

 

Il Vicesindaco Carlo Battistini e il SindacoPaolo Lucchi – Comunicazione