27 marzo 2018 - Società

I danni di Burian, ma come faranno i paesi nordici?

L'italia (Forlì compresa) si trova a fare i conti con strade colabrodo

SOCIETA' - Mentre si paventava l’arrivo di Burian che avrebbe dovuto portare un freddo intenso, una spolveratina di neve dopo qualche giorno di pioggia ha messo a mal partito le strade, che si sono riempite di crepe e buche. La stampa locale c’è andata a nozze: le foto non lasciavano spazi a dubbi. Le sospensioni dei mezzi di trasporto erano state messe a dura prova nelle strade comunali e provinciali; la mancata o insufficiente manutenzione poteva essere attribuita alla mancanza di fondi per via dei ripetuti tagli che il Governo ha inflitto alle amministrazioni locali. Per contro, il fenomeno “buche e crepe” ha colpito anche le autostrade che godono invece di sostanziosi pedaggi regolarmente aggiornati, ovviamente in aumento, all’inizio d’anno.

 

Poi è arrivato Burian con freddo intenso e neve che ha messo l’Italia in ginocchio: scuole chiuse, treni dell’alta velocità bloccati per ore per gli scambi ghiacciati, treni locali cancellati, autostrade chiuse, autotrasportatori che hanno sospeso le consegne e via andare. Il C.O.C. – Centro Operativo Comunale cittadino, rapidamente istituito e “attivo fino al termine dell’evento meteorologico” raccomandava che “in presenza di neve e ghiaccio è molto importante che ogni cittadino pulisca davanti alle proprie abitazioni in modo da evitare rischi di scivolamento”.

 

Quando la temperatura si è addolcita, contribuendo a sciogliere la neve, il manto stradale è apparso ulteriormente danneggiato: nuove crepe e buche si sono aggiunte alle precedenti mettendo così a dura prova non solo le sospensioni ma anche cerchioni, pneumatici e carrozzerie, nonché colonne vertebrali. C’è da chiedersi come i Paesi del nord Europa affrontano le nevicate, anche imponenti. Come mai quando smette di nevicare il traffico scorre veloce su strade e autostrade, i treni continuano a marciare regolarmente mentre le scuole non hanno mai chiuso? Sarà forse il caso di mandare i responsabili delle “stazioni appaltanti” a vedere come operano gli omologhi colleghi? Uno dei mantra del benchmarking ammonisce: “per migliorare la qualità del servizio che offri invece di scoprire l’acqua calda o l’ombrello, trova un soggetto abile nell’attività che svolgi e servitene come punto di riferimento per migliorare il tuo standard”.

 

Tomaso Tomai

 

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