20 marzo 2018 - Società

"Sordi" a ciò che ci circonda

Il multitasking, Google e la logica dell'always connected: abbiamo sempre meno tempo a disposizione

SOCIETA' - L’invecchiamento della popolazione ha rilanciato la pubblicità delle protesi uditive. L’immagine dell’anziano felice per aver finalmente sconfitto la sordità compare sugli schermi televisivi e sulla stampa, contribuendo a diffondere l’idea che la sordità sia appannaggio dell’età che implacabilmente avanza. Poi vai al cinema, o a teatro, e allo spegnimento delle luci corrisponde un fiorire delle luminarie dei telefonini messi in funzione non solo da anziani.

 

Sorge allora il ragionevole dubbio che oltre al problema della sordità possa esistere quello di ascolto dovuto all’attivismo, all’impazienza e alla frenesia di essere continuamente connesso. Sembra impossibile ma chi ha deciso di andare a teatro o al cinema e ha pagato il biglietto connettendosi sceglie di estraniarsi invece di concentrarsi nell’ascolto, importunando l’intera platea.

 

Come osserva Stefano Bartezzaghi, l’ascolto attento contribuirebbe “alla riuscita dello spettacolo, della conferenza, della lezione”. Non è azzardato ritenere che oggi come oggi, complice la diffusione del multitasking, l’ascolto attivo sia considerato una pura perdita di tempo. E’ da ritenere che in nome della performance e dell’efficienza, sia diffusa la convinzione che ciò che mai si perdesse dello spettacolo, della conferenza o delle lezione, fosse poco importante e comunque lo si possa recuperare su Google.

 

Legittima domanda: ammesso e non concesso che quanto si è perso si possa trovare su Google, quando mai si troverà il tempo per effettuare la ricerca? Uno studio che risale all’ormai remoto 1987 ha rilevato che mediamente ci si ricorda il 10 % di quanto detto in una conversazione (oggi il dato sembra essere in regresso). Per un efficiente impiego del tempo sembra dunque quanto mai utile esercitare la pazienza, concentrandosi sull’ascolto attivo definibile come “la capacità di saper ascoltare con un elevato grado di attenzione e partecipazione [… ] percependo anche il linguaggio non verbale e il tono di voce, favorendo la concentrazione e quindi anche il sistema di ascolto” invece di dedicarsi al fallace multitasking e all’iper connessione.

Tomaso Tomai

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