28 dicembre 2016 - Società

Indagine CNA: a Capodanno gli italiani puntano su borghi e città d’arte

Tursimo esperenziale: è il boom delle micro-vacanze

Cultura & turismo è un mix ormai inscindibile. Città d’arte e borghi saranno le mete turistiche preferite dagli italiani per le festività di Capodanno. Tra partenze, escursioni e soggiorni l’aumento rispetto all’anno scorso è del 5,5%. Con un picco del +7% nelle città d’arte e nei borghi delle regioni settentrionali. Traino per questa ripresa del turismo di qualità un plus italiano: l’artigianato, fulcro del turismo esperienziale, mix di antichi mestieri e nuove sensazioni, attrattiva potente per le famiglie e i neo- esteti, i liberi pensatori dal lifestyle sobrio e gli edonisti del terzo millennio. Come spiegava oltre mezzo secolo fa lo scrittore Mario Soldati, viaggiatore raffinato e pioniere dell’enogastronomia: “Il viaggio è un sentimento, non soltanto un fatto”.

A rilevare numeri più che positivi e tendenze impreviste del turismo di Capodanno una indagine condotta dal Centro studi della CNA tra le imprese associate.

Il turismo di Capodanno sarà il trionfo del soggiorno di breve o medio periodo. Un significativo +15% segnano i pernottamenti da una a tre notti. Un apprezzabilissimo +13% rimarcano i viaggi con quattro pernottamenti. Stabili se non in leggera flessione, invece, i pernottamenti superiori alle quattro notti. Ma il vero boom è delle micro-vacanze: le escursioni di un giorno realizzano il +20%. Performance che sono appannaggio principalmente di borghi e città d’arte, dove i soggiorni crescono in media del 5,5% sia pure con spiccate differenze macro-regionali: il Nord fa +7, il Centro +3 e il Sud +1 %. Dappertutto è il turismo culturale e archeologico a segnare la differenza. Una risposta positiva è attesa nelle località colpite dal terremoto nelle Marche, in Umbria e nelle zone limitrofe, grazie anche alle interessanti offerte studiate dagli operatori per superare le oggettive difficoltà del territorio.

Nelle città d’arte turisti e visitatori cercano, e trovano ovviamente, monumenti, siti culturali, scorci panoramici senza eguali nel mondo. Una ricchezza comune alle migliaia di borghi disseminati da un capo all’altro del nostro Paese. Una ricchezza senz’altro accresciuta dalle offerte di benessere&bellezza: i centri termali, le spa, i luoghi di relax costituiscono un valore aggiunto di tutto rispetto per la clientela di ogni età. Ma il “must” che fa sempre la differenza sono le produzioni artigianali della tradizione. La spesa per specialità e prodotti tipici è prevista in aumento: +12% rispetto al 2015, tra i 12 e i 17 euro pro capite.

Il “nuovo vacanziere” non si accontenta. Non si appaga dei soli beni di consumo, sia pure di qualità. Ha scoperto e fatto diventare un trend il turismo esperienziale. Scova borghi non sempre facili da raggiungere ma dov’è possibile vedere l’artigiano al lavoro e partecipare alla sua opera, “sporcarsi le mani” con la creta, il vetro, i tessuti, il legno, il vimini e quel bengodi alimentare fatto di formaggi e salumi, dolci e frutta. Una miscela unica, il lievito fondamentale del Made in Italy, impossibile da riprodurre, ammirato e invidiato in tutto il mondo.

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