20 luglio 2017 - Turismo, Forlì, Cesena, Economia & Lavoro

Stagione turistica 2017, i primi dati della nostra riviera

Si consolida l'abitudine delle permanenze brevi

L’avvio della stagione turistica nella riviera romagnola è positivo? Questa la domanda principale che è stata fatta a un campione di albergatori per capire meglio se c’è soddisfazione in termini di presenze e di riscontro economico tra chi gestisce le strutture ricettive nelle località di mare, in particolare Cesenatico, Gatteo e San Mauro Mare.

La ricerca condotta è stata promossa da Assoturismo e dal Centro Studi di Confesercenti Cesenate: la presentazione dei dati è avvenuta martedì 18 luglio nella sede di Confesercenti Cesenatico con la partecipazione dei sindaci di Cesenatico, Gatteo, San Mauro Pascoli. Un’occasione per fare il punto sulla percezione degli operatori rispetto a una stagione estiva che pare sia partita abbastanza bene e un modo per provare a fare una rapida analisi sull’economia generata dal turismo in queste località della riviera romagnola.

Sempre tenendo conto dei dati regionali il 67% delle nostre imprese considera l’avvio di stagione 2017 migliore rispetto a quello 2016 anche se il 63% prevede che, in ultima istanza, le presenze saranno uguale a quelle dello scorso anno. Cautela ma anche un lieve ottimismo: secondo il 45% degli intervistati questa stagione sarà migliore della precedente. Tra i punti forti individuati in merito alla domanda sulle attrattive della riviera sono ovviamente il mare e la spiaggia il primo valore (84%) dell’offerta, seguiti subito dopo da cibo, qualità e cucina (33%) e dal rapporto tra qualità e prezzo (14%). Questo vale sia per gli italiani che per gli stranieri, secondo gli imprenditori. È ancora limitato l’uso delle offerte last minute nella politica di lancio dei proprio servizi da parte degli albergatori locali che sottolineano inoltre l’importanza di rendere sempre più facilmente accessibili e fruibili da un sempre maggior numero di persone i luoghi di mare. A partire dal miglioramento delle infrastrutture.

Emerge infatti un dato rilevante: la riviera romagnola si configura sempre di più come un luogo per permanenze brevi per cui spesso i costi fissi delle imprese diventano non così facilmente sostenibili come si potrebbe pensare, fermo restando che le presenze non diminuiscono. Si consolida l’abitudine della “toccata e fuga” e gli albergatori devono sempre sperare di “recuperare” nei weekend di bel tempo.

 

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