9 aprile 2020 - Forlì, Cronaca

Dal buio della malattia alla rinascita: un Maresciallo dei Carabinieri racconta la sua lotta contro il Covid-19

Si tratta di Marco Billeci, fiorentino

Cosa vuol dire ammalarsi di Covid-19? Quali sono le sue conseguenze psico-fisiche? Un maresciallo dei Carabinieri, Marco Billeci, fiorentino, fra i tanti schierati in prima linea nella battaglia contro il virus, ha raccontato cosa significa entrare nel buio di questa nuova, severa malattia e uscirne. Dolorosamente e coraggiosamente.

La testimonianza è stata ripresa dai suoi colleghi e resa pubblica sui social media. Ve la riportiamo.

"Questo esame, in soldoni, vuol dire che ho avuto il Covid 19 e l'ho sconfitto. Una lotta prima su strada, dal 22/2, a Codogno a cercare di limitarne la diffusione, poi a Bergamo, a cercare di aiutare come si poteva la popolazione...
Il 12/3 mi hai colpito... Ridevo a crepapelle con il mio autista, una barzelletta per stemperare la tensione dei lunghi giorni... All'improvviso l'aria non c'era più... La corsa in ospedale, gli accertamenti e quella TAC: addensamento al polmone sinistro da Covid19... Comincia la degenza e, soprattutto, l'isolamento...
Giorni lunghi, intensi, ti rendi conto che 24 ore sono lunghissime e allora ti crei dei riti: sveglia presto, igiene personale e della stanza, qualche esercizio fisico, e ti obblighi a cambiare posizione, sedia...

Il 23/3 TAC di controllo: il nemico avanza, il polmone sinistro è danneggiato e funziona solo al 50% delle sue capacità. Si comincia subito terapia sperimentale.
Lo stomaco reclama, la cura è pesa ma necessaria...
Nel frattempo l'isolamento mi "costringe" ad una lenta, costante e profonda riflessione interiore. Conosco me stesso e forse non sono così brutto come pensavo...

Il 25/3 guardo un film che finisce tardi... Sono le 01.50 del 26/3... Ed ecco che si ripresenta ancora, all'improvviso, quella tremenda fame d'aria, quella sensazione di morire... 4 crisi respiratorie, saturimetro ad 88, il tutto dura 40minuti... Viene il 118, mi monitorano, saturo di nuovo 98... È scampata... Stai bene, rimani in isolamento, non venire in ospedale che è peggio...
Di qua che è pomeriggio il cuore impazzisce: 240bpm... Ora si che torni in ospedale... Accertamenti, esami, notte in osservazione, preghi che la signora del letto a fianco possa smettere di soffrire e gridare... Al mattino è tutto ok, torna in isolamento...
Aspettiamo tampone: il primo, del 12/3, negativo... Il secondo arriva negativo...

Contro chi combatto???

Il 31/3 riescono ad organizzare il mio trasferimento a Firenze, dove ricomincio la quarantena.

Eseguito 3°tampone: negativo. Ma se non è covid, che cosa mi sta guastando i polmoni??

È il 5 Aprile, domenica delle Palme, dalle 3 alle 6 del mattino nuovamente crisi respiratorie. Mi sento una pezza eppure il giorno prima ero un Leone. Si torna in ospedale, questa volta Careggi: esami, accertamenti, tampone (il 4°!)... Tutto negativo.... Qualcuno dubita del mio malessere, io contro chi combatto?

Fortunatamente mi viene eseguita la ricerca nel sangue: crisi e TAC indicano COVID, tamponi dicono no!....

Finalmente arriva il responso: positivo agli anticorpi.
IGG positive, IGM negative.... Che vuol dire?

Vuol dire che ce l'hai avuto, hai reagito e l'hai sconfitto ed ora sei pieno di anticorpi. La "battaglia" ti ha lasciato un polmone ferito seriamente ma si rimetterà, vuole solo tempo. Quindi è finita?? Si, HAI VINTO, dice il dottore.

Ritorno in isolamento, mi vengono eseguiti altri prelievi ed altro tampone fecale, per escludere definitivamente la presenza del virus...

Oggi responso finale: tutto negativo, PUOI TORNARE A CASA!

La gioia lascia presto posto alla serenità ed alla consapevolezza di averla scampata... Il pensiero va a chi sta lottando, a chi non ce lha fatta, alla lunga riflessione fatta in questi 27giorni di isolamento e lotta e al Marco che sono ora...

Posso solo dire GRAZIE al mio "nemico": è stata una bella lotta, dalla quale ho IMPARATO TANTO. Se non avessimo lottato non sarei "cresciuto". Le ferite, fisiche e morali, formeranno cicatrici che fungeranno da monito: NON DIMENTICARE MAI CIÒ CHE È STATO E CIÒ CHE SEI ORA!

Perché bisogna sempre rendere onore al nemico, specie quando, per il suo tramite, si arriva a livelli nuovi di sé...

Specie quando ti lascia un insegnamento di vita.

Ed anche se ci vorrà tempo per guarire da queste ferite, alla fine posso dire:
CO nfido
V eramente
I n
Dio.

Grazie a tutti VOI per il supporto morale: anche grazie alla forza che mi avete inviato ho potuto vincere questa battaglia. Permettetemi di ricambiare: guardatevi dentro, tutto ciò di cui avete bisogno sta lì. Camminate nel giusto, siate anime nobili e che il Signore vi protegga da qualsiasi battaglia ma, se essa porta il cambiamento, sia benedetta!

Grazie!!!!!!".

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