25 marzo 2020 - Forlì, Cronaca

Lo Stelloncino - L’onnipotente burocrate e il lavoro ben fatto

E perché il nuovo testo inserito nell’Autodichiarazione non è buon lavoro

Quando Covid-19 sarà finalmente debellato (perché così certo sarà), non potremo non prendere atto che il nostro stile di vita, l’Italian style, invidiato da tutto il mondo, è cambiato. Sarà giocoforza analizzare come si sia mosso il Paese che fa parte del G8 e come abbia operato la sua burocrazia al fine di verificare se sia modificato il suo modo di essere, atteso che il lavoro ben fatto per l’onnipotente burocrate sembra essere una sorta di optional. Un esempio per tutti; mentre il Ministro degli affari dell’interno La Morgese ipotizzava che non fosse escluso che si potesse giungere a una stretta più decisa allo “State in casa” (letteralmente «Siamo pronti a nuove scelte coraggiose per fermare il virus») veniva modificato il testo dell’Autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 28 Dicembre 2000, n. 455 emesso dal Dipartimento della pubblica sicurezza dello stesso Ministero. Al precedente testo veniva inserito, nella dichiarazione che il cittadino doveva rendere, assumendosene la responsabilità, di: “non essere sottoposto alle misure della quarantena e di non essere risultato positivo al covid-19 di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’ 8 marzo 2020”.

Che il vessato cittadino possa pacificamente dichiarare, assumendosene la responsabilità, di "non essere sottoposto alle misure di quarantena” nessuno lo sa, meglio di lui! Altro paio di maniche è dichiarare, assumendosene parimente la responsabilità, “di non essere risultato positivo al virus covid-19”. Il vessato cittadino non sottoposto al tampone non può infatti conoscere di essere o di non essere positivo al virus! C’è da chiedersi se il cittadino che ignorando di essere positivo al virus avesse mai dichiarato, in buona fede sia chiaro, il contrario, potrebbe essere accusato di “Dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art. 76 D.P.R. n. 445/2.000 e art.495 c.p.)” patendone le relative conseguenze?

In altre parole: il nuovo testo inserito nell’Autodichiarazione non è “un lavoro ben fatto”.

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