23 febbraio 2020 - Forlì, Cronaca

La Città di Forlì piange la scomparsa del Professor Dino Amadori

Si è sentito male mentre si trovava all'estero, il cordoglio del sindaco Zattini

"La morte improvvisa del prof. Dino Amadori - dichiara Renato Balduzzi, Presidente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori - IRCCS - non soltanto lascia increduli i suoi familiari, gli amici e conoscenti che, ancora sino a pochi giorni fa, avevano potuto gioire della sua umanità e competenza, ma costituisce un significativo impoverimento per la sanità italiana ed europea, e un vuoto autentico per la Romagna tutta. Dino non si è mai sottratto al suo essere anzitutto medico, diremmo il medico di una volta, capace di sorridere, di rassicurarti, di ascoltarti, di proporti un percorso di speranza con parole comprensibili per tutti. Ma è stato un medico scienziato, che non ha mai smesso di studiare e di indagare i tumori con umiltà pari alle straordinarie qualità di ingegno e di capacità di lavoro. E altresì un medico organizzatore e promotore di legami, percorsi, protocolli. La sua creatura, la sua casa profonda è stato l'Istituto di Meldola, un gioiello tenacemente pensato, disegnato, praticato sin dalla costituzione dell'Istituto oncologico romagnolo. E infine un medico con una singolare capacità di fare squadra e di dirigere senza essere mai ingombrante, come sanno bene Giorgio Martelli e i direttori generali dell'Irst-Irccs che lo hanno preceduto, e come possono testimoniare, oltre ai tanti suoi allievi sparsi in Italia e nel mondo, soprattutto Mattia Altini, Fabio Falcini, Marco Maltoni, Giorgio Martelli, Giovanni Martinelli e Giovanni Paganelli, per menzionare i suoi più stretti quotidiani compagni nella battaglia contro il cancro. Profondamente legato al suo territorio e alla sua Regione come forse soltanto i romagnoli sanno esserlo, era cittadino del mondo, capace di attenzioni verso i più deboli e gli ultimi: ne sanno qualcosa, oltre che gli innumerevoli suoi pazienti italiani, i grandi e i piccini della Tanzania presso i quali si recava, con Patrizia, appena poteva. La nostra amicizia, cresciuta nel corso degli ultimi venticinque anni, ha costituito per me un dono prezioso, di cui ringrazio quel Signore della vita in cui Dino, anche in mezzo a prove e difficoltà, non ha mai smesso di credere e al quale non ha mai cessato di affidarsi".

Il cordoglio del Comune

“La notizia della scomparsa del professor Dino Amadori è piombata d'improvviso sulla nostra Città e sulla comunità romagnola, lasciando in tutti noi sgomento e costernazione. Dino Amadori è e sarà sempre un punto di riferimento assoluto nel campo della medicina, nella scienza e nell'aiuto alle persone, non solo in qualità di luminare in campo oncologico ma anche grazie alla grande carica di umanità che ha contraddistinto ogni passo della sua vita professionale e personale. Come Sindaco di Forlì ricordo il suo impegno, negli anni giovanili, quale Consigliere Comunale, segno di una innata passione civica e di un radicato attaccamento alle istituzioni della Repubblica, caratteristiche che hanno connotato sempre il suo modo di essere. Costantemente al servizio della collettività e aperto al dialogo, Dino Amadori ha continuato a garantire il proprio contribuito in termini di impegno civile pure in seguito, mettendo a disposizione le sue conoscenze nell'ambito dei programmi che il Comune ha portato avanti fin dagli anni Settanta per la promozione della salute, per tutelare i lavoratori, per qualificare gli stili di vita a favore dei giovani e nella lotta contro ogni forma di inquinamento. A lui come è noto - e in questo momento di profondo dolore è necessario più che mai rendere il doveroso riconoscimento - è legato lo straordinario progetto che ha portato alla nascita dell'Istituto Oncologico Romagnolo, una realtà innovativa che ha fatto della prevenzione, dell'educazione e della cura un modello preso a riferimento per qualità ed efficienza in tutto il mondo. Da quel progetto, avviato con l'amore e la cura dell'artigiano, poi evoluto fino a una dimensione organizzativa all'avanguardia, è nato l'Istituto dei Tumori IRST IRCCS di Meldola.
Nelle ore drammatiche della sua scomparsa, giunga ai familiari, agli amici, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno condiviso con lui esperienze di carattere professionale e civico l'abbraccio da parte dell'intera Città di Forlì. Per me Dino Amadori è stato prima di tutto un amico e una guida che mi ha arricchito e mi ha accompagnato nel percorso di amministratore pubblico per migliorare la nostra sanità. Dino Amadori è esempio, testimonianza viva e noi lo onoriamo con la riconoscenza e la gratitudine che si deve ai grandi uomini”.
 

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