24 novembre 2019 - Forlì, Politica, Società

Discriminazione di genere, il Comune di Forlì chude i rubinetti ai finanziamenti, associazioni sgomente

La posizione della Giunta Zattini: "questa amministrazione aderisce, in coerenza con il programma elettorale, ad un modello di famiglia tradizionale"

FORLI' - "Un secco no" è un'associazione di promozione sociale, che opera da quattro anni nel territorio di Forlì e ha realizzato molteplici iniziative in collaborazione con l'associazione culturale Delfi, promotrice del servizio "integrAzione", una rete di professionisti che svolge opera di formazione contro le discriminazioni di genere e per orientamento sessuale anche in collaborazione con Enti e Comuni del territorio. Grazie a questa collaborazione e sulla base delle segnalazioni di episodi di discriminazione raccolte sul territorio è stato avviato un dialogo con consultori, assistenti sociali, centri antiviolenza, per capire come fornire gli strumenti informativi e formativi necessari a chi si appresta ad accogliere l'utenza, vittima, spesso, nella nostra realtà di episodi di bullismo omofobico e transfobico".

 

Questo il cappello introduttivo della nota stampa inviata da "Un Secco No" e sostenuto da una importante rete di altre realtà sensibili ai temi della discriminazione di genere con cui si segnala una forte inversione di tenedenza rispetto alle amministrazioni precedenti. La Giunta Zattini già nelle scorse settimane aveva dimostrato la propria discontinuità riportando all'attenzione della città il tema dell'obiezione di oscienza da parte di quei medici non inclini a praticare (se non in estrema ratio) l'interruzione di gravidanza. Con l'insediamento della prima amministrazione di centrodestra in 70 anni di storia forlivese c'era da aspettarsi che alcune tematiche care alla sinistra potessero essere messe da parte, e le reazioni non si sono fatte attendere. 

 

Nel dicembre 2018 il Comune di Forlì ci ha invitato ad aderire al progetto che stava predisponendo in risposta al Bando della Regione Emilia-Romagna per attività rivolte alla promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere, redigendo delle proposte di attività per l'anno 2019. Il progetto, che si avvaleva della collaborazione anche di altre sette realtà del territorio, è stato approvato dalla Regione Emilia Romagna e, successivamente, dal Comune di Forlì con delibera di Giunta n.141 del 16 aprile 2019.

L'attività formativa, dal titolo "Prevenzione e contrasto alle violazioni dei diritti umani e alle diverse forme di prevaricazione legate al genere e all'orientamento sessuale", prevedeva una formazione psicologica e giuridica agli operatori del Comune di Forlì e delle associazioni interessate su queste tematiche.

 

"Abbiamo atteso invano, tra giugno e settembre che il Comune di Forlì ci comunicasse le date di avvio delle attività formative. Solamente il 9 ottobre 2019 siamo stati ricevuti a colloquio dall’Assessora alle Pari Opportunità Andrea Cintorino, la quale ha confermato il proseguimento del progetto, salvo poi avviare una istruttoria di approfondimento per la Giunta che si è conclusa con la comunicazione del 18 ottobre scorso nella quale si annunciava uno stop al sostegno del progetto.

"Non autorizzato perché questa amministrazione aderisce, in coerenza con il programma elettorale, ad un modello di famiglia tradizionale".

 

"Con questa laconica e quanto meno sconcertante "motivazione" sono così liquidati gli sforzi di una rete di associazioni e servizi del territorio nell'imminenza della realizzazione delle attività proposte, arrivando al punto di ostacolarle, e facendo perdere fondi regionali già assegnati. Ci chiediamo dunque in che modo contrastare le discriminazioni possa turbare un modello familiare. Ci chiediamo inoltre come una delibera comunale possa essere disattesa senza un atto di eguale valore, trattando decisioni che meritano una motivazione nei confronti della cittadinanza", scrivono dalla rete di associazioni rimaste senza sostegno e senza possibilità di replica in merito se non quella di fare appello alla Regione e a tal proposito si legge ancora nella nota: "Solleciteremo una verifica alla regione Emilia-Romagna per capire se e quando ci siano state comunicazioni da parte del Comune di Forlì per la rimodulazione del progetto".

 

"Un Secco No", non va certo per il sottile e con il loro comnunicato stampa e peraltro in maniera molto poco velata, fanno riferimento ad un atteggiamento incostituzionale da parte del Sindco Zattini:  "Ricordiamo", si legge infatti "alla giunta forlivese che, a prescindere dal programma elettorale, il Sindaco ha giurato sulla nostra Costituzione, che all'articolo 3 sancisce il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

 

Aderiscono al comunicato:

UDI Forlì

Voce Donna Castrocaro Terme e Terra del Sole

Forum delle Donne

Forlì Città Aperta

Fondazione Alfred Lewin

Il Progresso delle Idee

Associazione Luciano Lama

Presidio di Libera Forlì P. Rizzotto

Presidio di Libera Forlimpopoli G. Letizia

Coordinamento provinciale di Libera Forlì Cesena

ANPI Forlì-Cesena

ARCI Forlì

CGIL Forlì

UDU Forlì

Associazione Universitaria Koiné Onlus

Link Forlì

REA Collettivo di Genere Forlì

Circolo UAAR Forlì-Cesena

Rimbaud LGBTQIE - Cesena

Arcigay Alan Turing - Rimini

Pride Off - Rimini

Arcigay Dan Arevalos - Ravenna

Prometeo - Arci Faenza

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