8 novembre 2019 - Forlì, Cronaca, Sanità

Sala Pieratelli gremita per il Convegno "IBD CARE experience"

Duecentocinquantamila i pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali in Italia, milleduecento solo a Forlì

Sala Pieratelli dell'ospedale di Forlì gremita da medici, infermieri e pazienti per il Convegno "IBD CARE experience" svoltosi ieri mattina all'ospedale di Forlì. L'iniziativa, che vedeva come Responsabile scientifico la dottoressa Daniela Valpiani e  come presidente il dottor Carlo Fabbri, direttore della UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Forlì-Cesena, si è aperto con i saluti del sindaco di Forlì, Gianluca Zattini, del dottor Cesare Bini, che rappresentava la direzione sanitaria di Presidio e della dottoressa Silvia Mambelli, direttrice del Servizio infermieristico e Tecnico dell'Ausl Romagna

"Sono davvero contento di vedere il logo della prossima mostra "Ulisse. L'arte e il mito", che si terrà a Forlì nel 2020, utilizzato nelle locandine di questo convegno - ha esordito il sindaco - Forlì è diventata una città riconosciuta a livello internazionale per eventi di cultura e di arte, ma anche per le sue eccellenze sanitarie, che presto verranno ulteriormente potenziate con l'arrivo del corso di Laurea in Medicina dell'Università di Bologna. Mi complimento poi con gli organizzatori e i medici per l'importante evento organizzato"

"In Italia ci sono circa duecentocinquantamila pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) e, solo a Forlì, ne abbiamo in carico milleduecento – spiega la dottoressa  Daniela Valpiani – Dal 2004  nell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ospedale di Forlì venne creata una IBD Unit (Inflammatory Bowel Disease) per la gestione del paziente con malattia infiammatoria intestinale, Crohn e rettocolite ulcerosa e, nel 2007, iniziò anche il progetto, unico in Italia, di registro di patologia IBD”, una struttura epidemiologica in grado di garantire la registrazione continua ed esaustiva di una malattia, per migliorare la conoscenza della patologia stessa. Il progetto pilota, condotto a Forlì, prese in esame quindici anni, evidenziando un tasso di incidenza di circa 15 nuovi caso/anno di rettocolite ulcerosa e di 8 nuovi casi di malattia di Crohn. Successivamente si passò alla rete integrata fino alla costituzione attuale del PDTA, il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale”.

"Ringrazio la dottoressa Valpiani per l'importante lavoro svolto in questi anni, ma soprattutto per l'essenziale attività realizzata nell'integrazione e nella creazione di una rete per la diagnosi e la cura delle MICI -  chiarisce il dottor Carlo Fabbri - Va spiegato che l'ospedale non è il centro di cura obbligato per queste patologie, ma che vanno sempre coinvolte anche le città e le reti sociali"

Ad aprire i lavori della mattinata il Prof. Massimo Campieri, professore universitario e  noto esperto di fama internazionale nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Particolarmente toccante, tra i vari interventi, anche  la testimonianza di Giuseppe Cianci,  rappresentante dell' Associazione  nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (AMICI),  che riunisce le persone affette da Colite Ulcerosa e da Malattia di Crohn, i loro familiari e tutti coloro che condividono il valore della salute e il vincolo di solidarietà sociale: "Sono qui a nome dei tantissimi pazienti che come me, ogni giorno, lottano con questo tipo di patologie, che scontano la mancanza di un registro nazionale, i ritardi diagnostici, percorsi di cura non standardizzati, costi della malattia. L’associazione intende garantire un più sereno inserimento nell’ambito familiare e sociale ai malati cronici, la cui condizione è sconosciuta all’opinione pubblica. Per questo AMICI si è impegnata nel tentativo di fornire sostegno ma anche supporto concreto ai pazienti, attraverso progetti di supporto psicologico gratuito in diversi centri di cura italiani, campagne di sensibilizzazione come “Invisible Body Disabilities”, realizzate per infrangere il muro di silenzio attorno ai pazienti affetti da MICI, sensibilizzando al contempo su tematiche meno riconosciute quali, appunto, le disabilità invisibili. " Presenti all'evento  come mdoeratori anche il dottor Omero Triossi, responsabile della Uo di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Ravenna e il dottor Mauro Giovanardi, direttore della omonima Unità Operativa  di Rimini.

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