3 ottobre 2019 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi

Il progetto "Dante esule-Atlante Umano Romagnolo" fa tappa a Portico di Romagna

Tra i protagonisti gli abitanti della comunità di Pian Baruccioli e il liutaio di Dovadola Luigi Foscolo Lombardi

Sabato 5 ottobre (ore 17) il progetto del fotoreporter ravennate Giampiero Corelli, alla quinta edizione, sarà presentato al Giardino Dante e Beatrice. Dopo il saluto del sindaco Maurizio Monti e dell’assessora alla cultura Caterina Mordenti, gli autori presenteranno il libro fotografico dedicato al progetto. A seguire, Gabriele Zelli, ex sindaco di Dovadola, interverrà sui rapporti tra Dante e la Romagna. Il programma prevede inoltre la performance di danza Alati senza quota, della compagnia Il Tempo Favorevole (Barbara Martinini, Veronica Aguglia, Marinella Freschi). Sarà presente il bus di Start Romagna allestito con le fotografie di Atlante Umano Romagnolo. Al termine dell’incontro piccolo convivio offerto dal ristorante Il Vecchio Convento di Massimiliano Cameli.
Dante esule 2019 è innanzitutto il frutto di un viaggio reale e di un lavoro di ricerca che si sono svolti prevalentemente, ma non solo, nelle terre romagnole citate nella Divina Commedia, o attraversate dallo stesso Dante nel suo lungo muoversi e soggiornare in Romagna. Il viaggio ha preso avvio dall’Appennino forlivese, da quel confine tra Romagna e Toscana attraversato più volte da Dante fuggiasco da Firenze. Per la precisione dalle zone dell’Acquacheta, a Pian Baruccioli (Pianba), dove gli autori del progetto hanno incontrato alcuni degli abitanti, diventati protagonisti del lavoro fotografico di Corelli e del racconto contenuto nel libro/catalogo che accompagna la mostra attualmente in corso a Rimini, al Museo della Città, e dal 3 novembre a Bagnacavallo (Convento di San Francesco). 
L’Atlante Umano Romagnolo ha preso forma con un lavoro andato avanti per mesi e frutto di un vero e proprio “peregrinare” degli autori nei territori romagnoli. Tra le tappe anche Portico di Romagna, dove si trova ancora oggi l’abitazione di Folco Portinari, padre di Beatrice, e Dovadola, che fu dimora dei conti Guidi. Per arrivare a Forlì, più volte citata nella Divina Commedia, e dove Dante soggiornò più volte. Tra i personaggi fotografati e intervistati anche Luigi Foscolo Lombardi, liutaio di Dovadola erede di una famiglia di costruttori di strumenti da tre generazioni: suo padre riuscì addirittura a costruirsi un violino nel deserto libico, durante la guerra, mentre era prigioniero degli Alleati. Il viaggio ha quindi toccato i territori della Valmarecchia (Santarcangelo di Romagna, Verucchio, Pennabilli), fino a giungere a Ravenna, “ultima dimora” del Poeta. Il progetto Dante esule 2019 – Atlante Umano Romagnolo fa parte del programma Viva Dante 2019 del Comune di Ravenna. Si avvale del patrocinio e del contributo del Comune di Ravenna, e del patrocinio dei Comuni di Rimini, Bagnacavallo, Portico e San Benedetto, Misano Adriatico e Santarcangelo di Romagna. Si avvale del sostegno del Comune di Ravenna e di Start Romagna, Romagna Acque – Società delle Fonti, TCR, Sapir.
 

 

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