3 ottobre 2019 - Forlì, Cesena, Cronaca

Operazione "Riviera", 11 persone coinvolte in favoreggiamento immigrazione clandestina, estorsione, truffa

Somministravano personale dipendente a numerose aziende della riviera romagnola

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale e di sequestro di somme pari a circa 185.000 euro, emessi dal Tribunale di Forlì – G.I.P. Dott. Massimo De Paoli, a conclusione di un’indagine diretta dal Sost. Proc. Dott. Fabio Magnolo della Procura della Repubblica di Forlì. Il provvedimento cautelare personale ha interessato A.M., per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, e le indagini, complessivamente, hanno interessato 11 persone coinvolte a vario titolo in diverse attività delittuose. I reati contestati ai destinatari delle misure vanno dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’estorsione, alla truffa, all’indebita detenzione ed utilizzo di carte di pagamento e al riciclaggio di proventi derivanti dalla clonazione di vaglia postali.

Le indagini svolte dai militari della Compagnia di Cesena hanno principalmente posto in evidenza l’operato di due soggetti che risultavano aver commesso più illeciti. Tra questi – ad esempio – l’aver procurato illegalmente l'ingresso di diversi stranieri nel territorio dello Stato italiano, attraverso la predisposizione di fittizie pratiche di assunzione lavorativa e/o di assunzione per tirocini di formazione e orientamento, in violazione della normativa sull’immigrazione. Nello specifico sono contraffatte le dichiarazioni di ospitalità per le assunzioni dei tirocinanti stranieri per ottenere il rilascio dei nulla osta dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia Romagna. A fronte di ciò i due si facevano consegnare somme per 3/4 mila euro a pratica. Il principale indagato, peraltro, aveva costituito delle società in Bulgaria (ma realmente residenti in Italia) attraverso le quali operava alla stregua di un’“agenzia per il lavoro” pur non avendone l’autorizzazione. Tali imprese erano specializzate nella somministrazione di personale dipendente a numerose aziende della riviera romagnola. Per eludere il divieto di legge relativo alla somministrazione di personale, le società stipulavano falsi contratti d'appalto che dissimulavano l’effettivo rapporto di dipendenza dei lavoratori dalle società nazionali.

Per tali ragioni è stato sottoposto a indagine anche un imprenditore edile del cesenate che sfruttava dei lavoratori i quali, pur lavorando alle sue dipendenze, risultavano formalmente impiegati dalle società bulgare. Tra l’altro, alcuni lavoratori così reclutati, hanno subito anche minacce di licenziamento da parte dei predetti soggetti, i quali, almeno in un caso, hanno costretto un dipendente ad omettere la denuncia assicurativa per un infortunio sul lavoro. Da ultimo, tra le varie attività criminose poste in essere, è emersa anche quella del riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dall’incasso di vaglia postali oggetto di clonazione in danno di ignari correntisti. In sostanza, i titoli risultavano correttamente compilati ma poi il beneficiario reale veniva artificiosamente “modificato” e il denaro finiva nella disponibilità degli indagati. In un caso, il soggetto si è appropriato di circa centomila euro frazionando, poi, la somma mediante versamenti su carte ed altri conti appartenenti alle altre persone coinvolte nell’illecita attività. Alle indagini hanno collaborato anche personale dell’Ispettorato del lavoro di Forlì-Cesena e della Polizia postale. 

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.