10 settembre 2019 - Forlì, Cronaca

Conclusa a tempo di record la demolizione manuale del pensile di via dell’Appennino

Ultimata con 20 gironi di anticipo. L’epigrafe ai caduti sarà oggetto di un progetto di valorizzazione promosso dal Comune di Forlì

Si sono conclusi in netto anticipo rispetto alla tabella di marcia i lavori di demolizione del vecchio serbatoio pensile dell’acquedotto di via dell’Appennino 496, situato nel cortile dell’Istituto comprensivo n. 8 a San Martino in Strada di Forlì.
La torre piezometrica è stata completamente abbattuta e ora sono iniziate le opere di ripristino dell’area a conclusione dell’opera pianificata per fine settembre, quindi in anticipo di una ventina di giorni. La demolizione della struttura di fine anni ‘50, di proprietà del Comune e gestita da Hera fino a circa 15 anni fa, è stata necessaria per via degli elevati costi di manutenzione di un’opera da tempo disconnessa dalla rete cittadina di distribuzione dell’acquedotto civile.
L’abbattimento della torre piezometrica, alta circa 32 metri e con un diametro di 6, è stato effettuato per parti, dividendo il manufatto ‘a pezzi’ che sono stati calati a terra con la gru, rendendolo così molto meno pericoloso e impattante rispetto a quelli realizzati utilizzando le cariche di esplosivo. L'intervento è iniziato dalla vasca del serbatoio, dove è stata asportata l‘epigrafe ai caduti, che sarà oggetto di un progetto di salvaguardia delle lettere che la compongono. Concordato da progetto e autorizzato dalla Soprintendenza, il lavoro prevede la ricollocazione della scritta in una struttura a terra, appositamente realizzata nell'area alla base della torre nell'ambito dell'ampliamento del vicino plesso scolastico. 
Il segno della memoria avrà come obiettivo quello di ricordare la storia e l'importanza per la comunità di San Martino in Strada del manufatto e sarà dedicato al tema dell'acqua con una installazione artistica progettata e realizzata dagli studenti.
Per eseguire una corretta cantierizzazione dell’intervento è stato allestito un ponteggio di sicurezza rivestito da teli antipolvere, che si è abbassato a mano a mano che i lavori procedevano. L’impatto dell’intervento sul contesto urbano adiacente è stato praticamente nullo: infatti, grazie alle tecniche adottate di taglio e smontaggio delle parti del manufatto e alla cantierizzazione in sicurezza, la produzione di polveri verrà limitata al minimo e non si verificheranno blocchi né nei servizi della zona né sulla sua viabilità stradale, che anzi non subirà alcuna variazione.

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