6 settembre 2019 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro

Confagricoltura Emilia-Romagna scrive alla nuova ministra Teresa Bellanova

"La cimice asiatica è un flagello come la Xylella e sta facendo collassare la frutticoltura dell’Emilia-Romagna. Chiediamo un sostegno"

Bologna - Confagricoltura Emilia Romagna desidera
esprimere al meglio il proprio augurio di buon lavoro al nuovo Governo e in
particolare al neo ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Teresa
Bellanova. «Le nostre aziende hanno bisogno di un dicastero agricolo che
risponda in tempi stretti alle richieste dei settori in difficoltà - è
l’auspicio della presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia
Bergamaschi -. Ci permettiamo di sottolineare al ministro Bellanova la
drammatica crisi della frutticoltura emiliano-romagnola e dell’intera
filiera dal post-raccolta alla distribuzione, con gravissime ricadute sul
sociale. La cimice asiatica è un flagello come la Xylella e sta facendo
collassare la frutticoltura dell’Emilia-Romagna. Chiediamo un sostegno
concreto per salvare il comparto e ridare dignità ai produttori».
Il settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna conta 20.000 aziende attive
sul territorio e 200.000 addetti impiegati nell’aggregato agroindustriale;
una superficie totale di 104.000 ettari (il 10% della Sau regionale); una
PLV di 1.151 miliardi di euro pari al 25% della PLV agricola regionale
(4.800 M€) e che rappresenta il 12% della PLV ortofrutticola nazionale.
L’Emilia-Romagna è il terzo produttore nazionale, in valore. Si distingue
inoltre per l’elevato numero di prodotti a denominazione d’origine, che in
tutto sono 11 (9 IGP e 2 DOP).
Confagricoltura Emilia Romagna ha accolto con favore, all’inizio di agosto,
l’ok del Mipaaft a convocare un tavolo interministeriale per fare fronte
comune a sostegno delle aziende danneggiate dalla cimice asiatica attraverso
l’adozione di provvedimenti d’urgenza, per scongiurare il crollo della
filiera e le gravi ricadute sul sociale. «I tempi della politica hanno
rimandato l’appuntamento atteso da migliaia di imprenditori e lavoratori,
preoccupati per le sorti della frutticoltura regionale. Ora, però, chiediamo
al nuovo ministro di agire con concretezza e rapidità» conclude Bergamaschi.

 

 

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