26 giugno 2019 - Forlì, Cronaca, Arte

L'artista forlivese Amanda Chiarucci alla mostra "Transiti" a Torino

Promossa dal Consiglio regionale del Piemonte, raccoglie opere di artisti nazionali e ionternazionali

L’artista forlivese Amanda Chiarucci partecipa alla mostra “Transiti”, a cura diRaffaella A. Caruso, visitabile fino all’8 luglio 2019 nella galleria Carla Spagnuolo di Palazzo Lascaris a Torino. Promossa dal Consiglio regionale del Piemonte e dall’Associazione Maria Madre della Provvidenza Onlus, l’esposizione raccoglie una trentina di opere donate da artisti di primo piano in ambito nazionale ed internazionale che, su invito del curatore, si sono messi a disposizione della comunità, sostenendo le attività di AMMP Onlus tese a liberare dai bisogni primari le fasce più deboli della popolazione.

In mostra, opere di Gianni Asdrubali, Davide Benati, Max Bi, Dario Brevi, Ezio Bruno Caraceni, Amanda Chiarucci, Antonio Ciarallo, Paolo Conti, Marcello De Angelis, Erk14, Feofeo, Reale Franco Frangi, Theo Gallino, Riccardo Gusmaroli, Mimmo Iacopino, Pietro Iori, Giovanni Lombardini, Umberto Mariani, Sandro Martini, Juan Eugenio Ochoa, Josè Demetrio Peña, Fernando Picenni, Graziano Pompili, Marco Nereo Rotelli, Shinya Sakurai, Arjan Shehaj, Mario Surbone, Telo, Teso, Jorrit Tornquist, Caterina Tosoni.

Il senso del viaggio permea da sempre la produzione di Amanda Chiarucci che, complice forse il ricordo di un nonno russo scappato dal suo paese, è condotto con la particolare tecnica della Golden Venture, una struttura modulare che ha come base il triangolo e che diventa nella terza dimensione un’interessante indagine sul rapporto spazio-tempo e dorsale di ricostruzione del mondo. Un meccanismo assai evidente in Utopia. Dorsali riemerse. India-Cina, opera in mostra a Palazzo Lascaris. In maniera significativa i titoli stessi della Chiarucci riescono a unire la sapienza di una lenta ricostruzione filologica con il mondo della fantasia: come scrive Raffaella A.Caruso nel testo in catalogo, «subito l’immaginazione corre alla ricerca di vecchie cartine per i bazar di Samarcanda o tra i suq di Istanbul (e poco importa se invece sono i nebbiosi mercati dei navigli), a notti insonni piegando sogni, alla deriva dei continenti e al Gondwana, ai dinosauri e all’Era glaciale, alle lingue di fuoco sotto la crosta terrestre, alla terra che è Madre, alle streghe che le sono sorelle, a foreste immense e ai draghi».

Amanda Chiarucci nasce a Cesena nel 1974. Dopo la Maturità Classica a Forlì si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’esordio artistico è legato all’happening e alla performance. Nei primi cicli di opere (NinfaCamicie di forza,Matrjoske, Madonne) indaga la figura femminile, tra passato e presente, quotidianità e sacralità. Nel 2005 è tra i vincitori del Premio Celeste, nella categoria Pittura Mediale, con l’opera Finché il mio sangue non sia puro e partecipa alla collettiva Young Italian Painters alla Sacy Gallery di Firenze. Il 2007 si apre con la personale curata da Giovanni Gardini allo Spazio Cotogni di Forlì dedicata al ciclo di autoritratti e ritratti fotografici Madonne. Nel 2014 espone al MEAM, Museo Europeo di Arte Moderna di Barcellona nell’ambito della collettiva Martyrium Sanctae Eulaliae e al MUSAS, Museo Storico Archeologico di Santarcangelo (RN), in occasione di La scrittura disegnata, quaderni di artisti e scrittori contemporanei tra disegno, parola e invenzione quotidiana, a cura di Claudio Ballestracci e Dacia Manto, collettiva inserita nel percorso espositivo della Biennale del Disegno di Rimini. Nel 2013 realizza il progetto Talee con una tecnica completamente differente (la “Golden Venture”che utilizza un modulo a forma di triangolo rettangolo) per esplorare il tema fondamentale del tempo. Da qui nel 2015 la personale Il sentimento dell’evoluzione alla Galleria Luigi Michelacci di Meldola (FC) e le collettive “Dialoghi Paralleli” alla Galleria Lara e Rino Costa di Valenza (AL) e La scultura è una cosa seria alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia, a cura di Niccolò Bonechi. Nel 2018 partecipa alCantiere Disegno della Biennale del Disegno di Rimini, nella sezione curata da Massimo Pulini presso il Museo della Città. Nel 2019 inaugura la personale Rubedo, a cura di Matteo Galbiati, presso la Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia e la collettiva Quante storie sulla luna..a cinquant’anni dall’allunaggio,  presso la Colossi Arte Contemporanea di Brescia. Con la galleria Lara e Rino Costa partecipa a primarie fiere d’arte in Italia (Bologna ArteFiera, ArtVerona, Bergamo Arte Fiera).

 

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