14 giugno 2019 - Forlì, Cronaca

“Pranzo e cena” dentro il bagno del supermercato, senza pagare

Denunciato per furto e false dichiarazioni sull’identità personale proprie e altrui

Un uomo 46enne di nazionalità rumena, in Italia da qualche giorno in visita alla sorella residente a Forlì, è stato denunciato alla Procura della Repubblica per furto aggravato continuato, false dichiarazioni sulla identità personale e false dichiarazioni sulle qualità personali altrui. Il fatto è stato accertato l’altro ieri da parte delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione generale della Questura, chiamate all’intervento presso un supermercato cittadino. Gli agenti, giunti sul posto, hanno preso in consegna quell’uomo, in riferimento al quale la capo negozio dichiarava averlo sorpreso sia la sera precedente, sia poco prima dell’intervento, dopo che aveva consumato beni alimentari e bevuto vino chiudendosi all’interno dei bagni. La sera precedente era solamente stato allontanato, ma avendo ripetuto questo comportamento anche all’indomani, la direzione aveva deciso di denunciarlo. Alla fine delle attività, tenuto conto che il valore degli alimentari è di poco inferiore ai 20 euro, il reato di furto è in realtà quello meno grave (sebbene possa ben dirsi essere stato “consumato”); più grave è stato invece il comportamento successivo del soggetto, che essendo senza documenti, una volta accompagnato in Questura ha fornito agli operatori false generalità. Ha poi mentito anche sulle generalità della sorella presso il quale era ospite, probabilmente con il proposito di evitare che le attività di accertamento sul suo conto e sulla sua vera identità andassero a buon fine. Ciò nonostante, gli agenti sono riusciti a rintracciare la sorella, che ha portato in Questura il documento del congiunto, dal quale è scaturita la prova delle false dichiarazioni, sia sulla sua identità, sia su quella della sorella, reati la cui pena edittale è più elevata rispetto quella prevedibile per un furto di così modesto valore economico. La Polizia inoltre esclude che il soggetto si sia cibato per stato di necessità, insomma per sfamarsi come persona indigente (che, se riscontrato, potrebbe anche portare ad un giudizio di assoluzione), poiché la sorella provvedeva a tutto l’occorrente, compreso il sostentamento alimentare.

Tag: furto

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