20 maggio 2019 - Forlì, Cronaca, Politica

Amministrative, Tullia Bevilacqua (Ugl Emilia-Romagna): “Questione femminile sia centrale nel dibattito politico”

“Il divario di genere tra uomo e donna è ancora ampio"

“Il divario di genere tra uomo e donna è ancora ampio, anche in regioni ‘sviluppate’ ed a maggior benessere come la nostra. La presenza femminile nei luoghi decisionali, economici e politici, pur in tendenza positiva negli ultimi anni,  resta bassa. E a dirlo è l’Istat, nell’ultimo rapporto che ha elaborato in vista dell’Agenda 2030, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che prevede per ogni Stato membro un percorso mirato che con duca all’eliminazione della povertà,  al raggiungimento di una prosperità diffusa, ad un migliore  sviluppo sociale ed economico  finalizzato a realizzare un progresso sostenibile. Con queste premesse è auspicabile che il fattore di genere sia riconosciuto dai cittadini dell’Emilia-Romagna che il 26 maggio si recheranno alle urne per votare alle elezioni comunali ed europee”: a lanciare  l’appello è Tullia Bevilacqua,  segretario generale di Ugl Emilia-Romagna.

In regione si voterà in 35 comuni   con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti, e dei 151  candidati alla carica di sindaco 123 sono uomini e 28 donne, appena il 18,5%.
Negli altri   200 comuni dell’Emilia-Romagna  con una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti, i candidati alla carica di sindaco sono 505, di questi  382 sono uomini e gli altri 123 donne, il 24,4% del totale.  Le statistiche ci dicono che nelle assemblee in cui non erano attivi specifici correttivi per favorire la parità di genere, tipo  i Comuni con meno di 5.000 abitanti ed anche  il parlamento nazionale, i dati delle donne sono comunque aumentati. E questo è dovuto sicuramente ad una maggiore sensibilità al problema ma anche, soprattutto per i consigli comunali più piccoli, ad un’importante effetto traino ad un maggiore coinvolgimento degli ‘attori’ sociali.

“A livello nazionale  l’Italia è  tredicesima in Europa per percentuale di donne ministro, e sotto la media europea del 30,40%. E nelle Regioni  si contano  solo due donne governatore su 20. Ma la questione femminile non va affrontata soltanto nel conteggio della rappresentanza politico-amministrativa, nel nostro Paese ed anche nella nostra regione esiste un problema di genere soprattutto nei contesti familiari e del lavoro, e dunque di contenuti programmatici, di tematiche, spesso dimenticate dai partiti,  che dovrebbero essere dedicate alla questione ‘donna’”,  aggiunge Tullia Bevilacqua.

Si pensi soltanto all’annosa questione del  lavoro domestico e di cura non retribuito.  Dei percorsi casa-lavoro e delle esigenze delle neomamme. In Emilia Romagna sono 3.600 le donne che lasciano il lavoro, il 37% per accudire i figli. Del ridotto tasso di donne (e di maschi, questa volta) laureate rispetto alla media europea. Allo svantaggio di genere nell’utilizzo delle tecnologie digitali tra le donne anziane. Della  violenza sessuale e fisica , fino alla piaga del femminicidio, che vede la nostra regione nella parte alta di questa macabra classifica”:  insiste il segretario generale di Ugl Emilia-Romagna. L’invito di Tullia Bevilacqua è di aumentare gli accordi ed i percorsi  per gestire al meglio le potenziali discriminazioni nelle aziende: “anche attraverso gli organismi già esistenti, come la Commissione regionale Parità, e per il rinnovo dell’assemblea regionale si vota  il prossimo inverno. Ma, soprattutto, sarebbe opportuno garantire maggiore attenzione all’argomento nei programmi elettorali e nell’agenda dei sindaci , una volta eletti”: conclude  il   segretario generale di Ugl Emilia-Romagna.

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