4 maggio 2019 - Forlì, Cronaca, Politica

Salvini a Forlì parla dal balcone del Municipio

Le contestazioni del sindaco Drei e del deputato Di Maio: " Scimmiottate le adunate anteguerra del regime"

Il comizio di Matteo Salvini di venerdì sera, a sostegno del candidato sindaco della coalizione del centrodestra Gian Luca Zattini, è stato spostato da piazza Saffi in salone comunale a causa della pioggia. Il sottosegretario alla Giustizia e segretario del Carroccio in Romagna, Jacopo Morrone, ha affiancato il leader della Lega al termine di giornata - ricca anche di contestazioni - che ha visto Salvini spostarsi in una giornata dedicata all'Emilia-Romagna per parlare a Fidenza, Reggio-Emilia, Modena, Ferrara e infine Forlì. Se nel salone comunale sono entrate circa 300 persone, sono state in tutto circa 2mila quelle che hanno seguito il discorso del leader della Lega, anche grazie a un maxi schermo allestito in centro. Salvini, a causa di un problema agli impianti, ha parlato agli intervenuti dal balcone del salone comunale. Come riportato anche dalle cronache locali, Salvini ha parlato del prossimo 26 maggio come di un giorno che farà la storia di Forlì e della Romagna. Non sono mancate le contestazioni al coro di "chi non salta un fascista è".

Immediate le repliche. Non fa sconti il sindaco Davide Drei che sul suo profilo Facebook scrive: "Quello a cui Forlì assiste in questo momento è qualcosa di penoso. Usare il balcone del Municipio su piazza Saffi per parlare a una (per la verità scarsa) platea di un comizio sembra scimmiottare le adunate anteguerra del regime".

Anche il deputato Pd Marco Di Maio disapprova: "Il linguaggio dei simboli conta spesso più delle parole. Matteo Salvini aveva tutto il diritto di tenere il proprio comizio anche a Forlì, ci mancherebbe. Lo ha fatto, però, sfruttando il suo ruolo di ministro dell'Interno per imporre ciò che non si è mai fatto: parlare al pubblico per un comizio politico usando il terrazzo del Municipio, proprio come si usava nel Ventennio. Un insulto alla storia della città e a quella piazza che vide appesi ai lampioni coloro che combatterono per darci la libertà".

La difesa di Daniele Mezzocapo, consigliere comunale e candidato vicesindaco della Lega: “Nessun partito tranne la Sinistra può utilizzare piazza Saffi per fare un comizio. Se un qualunque partito la utilizza diventa uno sfregio ai partigiani che furono appesi ai lampioni. Questo in sintesi quello che vogliono il sindaco di Forlì Davide Drei e la Cgil che sono intervenuti subito dopo l’arrivo di Matteo Salvini leader della Lega in città, cercando di impietosire l’opinione pubblica con la vicenda dei partigiani morti. Una speculazione vergognosa sul grave fatto storico accaduto a Forlì nell’agosto del 1944 che va si a sfregiare la memoria di persone decedute e va a mettere a rischio quella libertà tanto acclamata solo quando fa comodo” risponde agli attacchi di esponenti del Pd. "Molto più semplicemente, viste le condizioni del tempo e il temporale che imperversava sulla città, per salutare tutti gli intervenuti che non hanno potuto assistere al comizio all’interno del salone, Salvini è uscito sul balcone. Se il tempo fosse stato bello, il nostro leader avrebbe parlato tranquillamente dal palco."

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