26 marzo 2019 - Forlì, Cronaca

Lo Stelloncino - Il nostro Paese manca di senso civico

In Italia ognuno fa quello che gli pare, ma a Roma l'auto in doppia fila è reato

Leonardo Ferrante è un “Italiano di ritorno”. Per 42 anni ha vissuto a Londra poi, nove anni fa, ha deciso di godersi la pensione nel Paese natio. Dopo nove anni non è più riuscito a trattenersi; così ai primi di febbraio ha scritto al suo quotidiano dichiarando di aver “imparato a odiare questa Italia” in quanto ci sarebbe “al di sopra di tutto, una mancanza di senso civico”. A suo avviso “nel nostro Paese ognuno fa quello che gli pare”, alla faccia di chi gli sta attorno. Ad abundantiam illustra personali esperienze: “Ho avuto a che fare con persone che non sono quello che dicono, fanfaroni, professionisti di dubbia fama, incapaci di mantenere la parola data, dal comportamento incivile come si può constatare ogni giorno andando in giro in auto, con la mancanza di precedenza sulle strisce pedonali, che in Inghilterra sono sacre per il pedone".

All’inizio di marzo Alessandro Carrara racconta, nello stesso quotidiano, la sua micro disavventura quando a Bergamo va alla stazione ferroviaria a prendere la figlia e il treno è in ritardo. Difficoltà per parcheggiare: deve fare ripetute manovre per evitare sia le auto in divieto di sosta sia quella con i lampeggianti accesi proprio sul passaggio per accedere al parcheggio. Nell’attesa si sgranchisce le gambe sul marciapiede dove deve scansare veloci ciclisti che non utilizzano la ciclabile, butta poi l’occhio su un “un posto per disabili occupato da un’auto con una ragazza più in salute di me che si diverte con lo smartphone”. In prossimità dell’arrivo del treno, rientrando in stazione fa notare a due ragazzi che fumano in mezzo all’atrio “che non si potrebbe” e uno dei due lo fissa sprezzante. Uscito dalla stazione con la figlia, rileva che “il posto disabili è occupato da un’altra auto, questa volta da una persona d’età”, mentre l’auto con i lampeggianti accesi davanti all’ingresso del parcheggio è ancora li. La micro disavventura del Carrara sembrerebbe confermare che “nel nostro Paese ognuno fa quello che gli pare”. Fortunatamente a metà marzo un grosso titolo del Corriere della Sera “L’auto in doppia fila è reato. A Roma in dieci già a processo” induce qualche timida speranza.

 

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