24 marzo 2019 - Forlì, Cronaca

Inaugurata la sede dei Verdi a Forlì con la partecipazione del candidato sindaco Calderoni

All’interno una bella mostra di foto della natura della città ad opera di Franco Stanghellini

In una saletta stracolma di persone, molte delle quali sono state costrette a sostare all’esterno sul marciapiedi, i Verdi hanno inaugurato la nuova sede tagliando un simbolico nastro bianco e rosso da cantiere.

Hanno scelto questo tipo di nastro per sottolineare che i Verdi non sono contro a tutte le opere, anzi sono favorevoli alla realizzazione di interventi ben studiati, ben fatti, necessari a far vivere meglio le persone e a migliorare la qualità delle vita di tutti e soprattutto quella dell’ambiente, rivendicando che ogni volta che hanno contrastato un intervento hanno sempre avanzato una proposta alternativa. I Verdi hanno illustrato gli obiettivi che intendono perseguire nei prossimi 5 anni e indicato le loro  richieste al candidato Calderoni : la prima piantare  120 mila alberi in 5 anni , la seconda il completamento del San Domenico di cui vantano il merito del salvataggio dalla distruzione attraverso il progetto Sacripanti e la sua trasformazione in museo,  di cui chiedono il completamento del restauro attraverso la totale demolizione di parcheggio e barcaccia e  loro sostituzione con un’area a verde, in conformità con il piano particolareggiato approvato 7 anni fa.

Altre proposte hanno riguardato i musei e il palazzo del Merenda, da recuperare prioritariamente: lo scrigno dei beni culturali forlivesi non può restare ancora chiuso.

I Verdi hanno chiesto altre 4 cose: 

• la città deve dotarsi di progetti di qualità, discussi pubblicamente. Forlì ha bisogno di bellezza e qualità e le opere che si faranno non possono essere appannaggio di scelte tecniche fatte nel chiuso degli uffici e mai discusse e condivise con nessuno;  

•  Le strutture tecniche e amministrative della città, degli enti e delle partecipate tipo Livia Tellus e simili -  chiedono  i Verdi – devono essere individuate fra persone competenti e non scelte in base ai soliti criteri di tipo clientelare o partitico.

• I verdi hanno chiesto di potere ridiscutere talune scelte sbagliate tipo quella che riguarda il Santarelli, mettendo in campo idee che riguardano l’asilo di via del Camaldolino, lo Zangheri e l’edificio ex vigili urbani .

• Il traffico e mobilità devono essere affrontati seriamente, guardando ad esperienze avanzate fatte altrove, sulla base di studi scientifici rigorosi e progetti avanzati, buttando al macero le proposte arretrate e addirittura neppure adeguate alle indicazioni regionali e in netto contrasto con le direttive comunitarie in materia, del così detto “piano “ appena fatto.

“ Siamo stati imbrogliati in due occasioni precedenti - ha dichiarato Sauro Turroni –  e siamo sicuri che con Giorgio Calderoni, di cui conosciamo storia personale, competenza  e rigore, ciò non può succedere. Questo non ci esime dal richiedere che nei prossimi giorni si lavori insieme alle definizione del programma per la città.” Molto positiva le risposte di Giorgio Calderoni a cominciare dagli alberi per passare alla partecipazione quando si propongono opere, sul modello del “debat public” in uso in Francia, alla verifica dei progetti in corso, seppure secondo il principio di Voltaire che “il meglio è nemico del bene” fino alla sua assunzione come modello quello di smart city nella quale si coniugano modernità, qualità, efficienza e tutela.

Alla fine, come annunciato, un sobrio brindisi ha concluso la mattinata-- 

 

Tag: Verdi

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