20 marzo 2019 - Forlì, Cronaca

Bando comunale per promuovere cultura lesbica, gay, bisessuale e trans gender

Ragni (Forza Italia): "Plateale dimostrazione di discriminazione al contrario”

“Tra le finalità del bando comunale triennale per la presentazione di progetti culturali  c’è il sostegno e la promozione di tematiche e i linguaggi della cultura lesbica, gay, bisessuale e transgender. Una prescrizione precisa contenuta nel regolamento che scadeva il 20 marzo alle ore 12 e che non può non aver ottenuto il visto della giunta o quantomeno dell’assessorato di competenza. E’ un’ipoteca sulle attività culturali in ambito teatrale, musicale, cinematografico e fotografico per i prossimi 3 anni, dal  2019 al 2021. Stiamo parlando di un bando comunale che prevede l’erogazione di fondi pubblici, soldi dei contribuenti. E’ questo l’ultimo regalo dell’amministrazione comunale uscente. Questa l’eredità della giunta Pd ai nuovi  candidati del Pd che dicono di dialogare con il mondo cattolico”: è questo il commento di Fabrizio Ragni, capogruppo comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia, che denuncia quella che considera “una plateale esibizione di una discriminazione al contrario: ottiene meno punteggio chi partecipa al bando e non inserisce nel proprio progetto tematiche LGBT. Una vera e propria ingiustizia”.

L'esponente di Forza Italia trova una linea rossa che unisce questo bando promosso dal Servizio Cultura e Turismo del Comune ad altre iniziative pubbliche autorizzate, per ultima quella del novembre scorso, con le  letture nelle Biblioteche Decentrate di Forlì di testi sulla cosiddetta “gender identity”che doveva offrire ai bambini dai 7 ai 10 anni un’idea “positiva su ruoli e modelli di genere”, un’immagine  volutamente “aperta, plurale, varia, priva di stereotipi, improntata al rispetto e alla valorizzazione delle diversità”.

“Al di là delle intenzioni di principio clericali, del sostegno espresso  più volte da questa giunta alle associazioni cattoliche, ci troviamo di fronte ad una chiara  esibizione culturale che vorrebbe propagare del mondo una visione     ideologica e intollerante al contrario, dove si penalizzano cioè  le unioni tradizionali e la vocazione etero. Si vorrebbe  ridurre, un approccio sociologico e politico di parte a norma valida per tutti, imprimendo dunque una forzatura che – sostenuta oltretutto con soldi pubblici – era necessario mettere al centro di un dibattito fra i partiti ed i diversi schieramenti, un confronto all’interno dell’amministrazione comunale che non c’è stato, e di questo ci rammarichiamo. Stigmatizzando una prassi che, speriamo non abbia mai più a ripetersi, soprattutto se si tratta di   tematiche  sensibili come i  valori ed i principi essenziali degli esseri umani”.

 

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