15 marzo 2019 - Forlì, Agenda, Eventi

Musica e spettacolo a San Martino in Villafranca in occasione dei "Lòm a Mêrz"

Premio all'attrice o all'attore dialettale che maggiormente farà divertire il pubblico

Sabato 16 marzo 2019, nella Sala Parrocchiale di San Martino in Villafranca, via Lughese 135, Forlì, si svolgerà una serata, promossa dal locale Comitato di Quartiere, dedicata ai "Lòm a Mêrz" e alla premiazione del concorso indetto per individuare l'attrice o l'attore che maggiormente ha divertito gli spettatori che hanno assistito agli spettacoli delle compagnie dialettali che si sono alternate nel corso dei mesi scorsi sul palco partecipando alla rassegna "4 sbacarêdi cun e nòstar dialet". L'iniziativa si svolgerà secondo il seguente programma: ore 20.30, musica in allegria con "I Cantastorie di Romagna"; ore 21.00, Gabriele Zelli premierà l'attrice o l'attore vincitore del concorso. 

Per l'occasione nell'area esterna verrà accessa la tradizionale focarina che un tempo caratterizzavano le campagne romagnole, sia nei giorni finali di febbraio e in quelli iniziali di marzo, sia per San Giuseppe (19 marzo).
L'accensione delle focarine era una tradizione tipica della Romagna contadina, pagana e cristiana. Secondo la tradizione religiosa, l’avvento della primavera è segnato dalla festa di San Giuseppe, protettore dei poveri. Ma in Romagna, oltre alle celebrazioni religiose, sono sopravvissute alcune usanze pagane, come i falò di primavera. 
Prima ancora dei Romani, la Romagna era territorio dei Celti. In questo periodo si svolgevano i riti celtici che propiziavano la fertilità, poi assorbiti dal calendario romano. Nel mese di marzo venivano svolti anche i riti di purificazione agraria. Proprio il falò appartiene a questa antica cultura. Il fuoco è un tipico elemento purificatore in molte tradizioni. I nostri avi erano soliti celebrare l’arrivo della primavera e invocare una buona annata per la raccolta nei campi tramite grandi roghi. Ecco da dove nasce la tradizione dei falò accesi la sera della vigilia di San Giuseppe, le “focarine” o “fogheracce” che in Romagna si rincorrono nelle diverse località, dalla costa all’entroterra.

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