11 marzo 2019 - Forlì, Cronaca

Porta a porta, Verdi: "La politica irresponsabile ha cercato di lucrare sullo scontento dei cittadini"

"Errori certo, ma la direzione è giusta"

"I Verdi hanno mantenuto in tutto questo periodo un atteggiamento molto sobrio nei confronti delle vicende che hanno accompagnato l’avvio della attività di Alea che ha esteso dapprima il porta a porta a tutta la città poi agli altri comuni del circondario, compresi Bertinoro e Forlimpopoli dove funziona da anni con soddisfazione di tutti.

Possiamo dire di essere “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”, attività nelle quali si sono distinti numerosi personaggi, associazioni e partiti politici per qualche ritorno politico, qualche visibilità, qualche strapuntino.

Per noi Verdi il porta a porta è una vittoria politica che intendiamo rivendicare, si tratta del metodo più efficace per il riciclo e il riuso dei materiali e per rendere responsabili i cittadini e, fin dal 2004, questo sistema è nei programmi delle Amministrazioni che abbiamo sostenuto, fin da quando, proprio in quell’anno, invitammo per promuoverlo in un convegno Paolo Contò e Priula e altri soggetti che da anni erano di esempio a tutti nella raccolta differenziata .

"Ci sono voluti 15 anni per togliersi di dosso - affermano in una nota - il tallone di ferro di Hera che l’ha sempre fatta da padrone imponendo, con la complicità degli amministratori di allora, l’inceneritore prima e ritardando e ostacolando fino all’inverosimile l’adozione del p.a p. poi. Anche la decisione di uscire da Hera è stata un’altra vittoria che abbiamo condiviso con Roberto Balzani e Alberto Bellini a cui va anche il merito di avere pensato di costituire una società in house, concretizzatasi poi in Alea. Dalla iniziale decisione politica alla sua attuazione è cambiato il quadro di riferimento e i decisori politici, è iniziata una gestione della vicenda con metodi “old style” , si è accentuata l’azione di contrasto di chi perdeva il monopolio, si è scatenata una politica irresponsabile che cercando di lucrare sullo scontento dei cittadini li ha aizzati contro la cosa pubblica, incitandoli di fatto a trattare la loro città come mai era accaduto in passato, con l’abbandono di rifiuti ovunque, secondo l’irresponsabile modello di Napoli o Roma."

"Certo ci sono stati e ci sono ancora limiti e carenze nell’operato di Alea, così come ci sono stati nella costituzione degli organismi societari, fatti col solito deprecabile meccanismo da persone prive di adeguate competenza in materia. E’ stata particolarmente sottovalutata la mancata costituzione di un efficiente sistema di informazione e comunicazione ai cittadini e ciò ha offerto spazio a chi soffiando sul fuoco dell’insoddisfazione e della resistenza al cambiamento ha aizzato i peggiori comportamenti. Anche i tempi ristretti per l’avvio di tutte le operazioni  hanno contribuito a irritare i cittadini, mentre colpevolmente chi doveva fornire le tariffe latitava scandalosamente, facendo pensare che questa inadempienza potesse derivare dalla subordinazione dell’ATO a Hera. Si sarebbero dovute affrontare le cose con maggiore gradualità, i Sindaci avrebbero dovuto utilizzare tutto il loro peso politico, (qualora l’abbiano) per costringere l’ATO a determinare e rendere pubblica subito la tariffa, che invece colpevolmente non ha fatto lasciando spazio a illazioni e proteste."

"Si sarebbe dovuto calibrare meglio il servizio offerto a proposito di alcune tipologie di rifiuto, quali pannoloni, sfalci ecc. curando maggiormente la distribuzione dei bidoni. Soprattutto però la politica avrebbe dovuto esercitare la sua funzione di guida nei confronti dei cittadini evitando di farsi detonatore di conflitti, coprendone di fatto i comportamenti incivili e degradanti, che fanno regredire una comunità ed esaltano gli egoismi. Sorge il sospetto che dietro tutto questo ci sia non solo il misero tentativo di qualche forza politica come la Lega di cavalcare il malcontento ma anche qualche “manona” tutta interessata a far fallire questa esperienza, perché il vecchio sistema possa trionfalmente tornare in campo evitando che si estenda ad altri territori perché, nonostante tutto, va nella direzione giusta. Infine i “laudatores” che con troppa enfasi si stanno dannando nel dire che tutto va bene, ci sembrano più interessati a strapuntini in qualche pseudo organismo di "controllo" della attività della nuova azienda, in un ruolo che né gli compete e né hanno competenze. Un fatto però pesa come un macigno su tutto questo. La migliore raccolta differenziata possibile, frutto del più rigoroso porta a porta, non avrà come conseguenza la chiusura dell'inceneritore: tutti gli atti a cominciare dal Piano Regionale dei rifiuti e dalla trasformazione dell'impianto in R1 approvata poco tempo fa lo confermano e temiamo che i deboli accordi poco più che verbali raggiunti fra Sindaco e Presidente della Regione non reggeranno al conflitto con gli interessi di Hera."

 

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