6 marzo 2019 - Forlì, Agenda, Spettacoli

Marco Rizzi e Roberto Arioso in concerto, quinto appuntamento della stagione musicale

In programma al teatro "Diego Fabbri"

Uno dei più brillanti e affermati violinisti italiani, Marco Rizzi, il cui ricco repertorio spazia dal barocco al contemporaneo, sarà accompagnato dal pianoforte e dal clavicembalo del maestro Roberto Arosio per il quinto concerto della Stagione Musicale 2019. Due grandi talenti contemporanei che Forlìmusica porta in città per il concerto dal titolo: “Cordis: le corde del cuore”, sabato 9 marzo alle ore 20.30 al teatro Diego Fabbri. Il virtuosismo, non inteso come mera tecnica, ma come risultato di studio, di talento, di passione, caratterizza le interpretazioni di Marco Rizzi uno dei più brillanti e affermati violinisti italiani. Questo grande talento contemporaneo, con un cd appena uscito dal titolo: (In)certamente Mozart, in edicola con il numero di Amadeus di febbraio, si esibirà a Forlì il 9 marzo alle ore 20.30 al teatro Diego Fabbri nel concerto “Cordis: le corde del cuore”, quinto appuntamento della Stagione musicale 2019, accompagnato dal pianoforte e dal clavicembalo di Roberto Arosio.

Il violino di Rizzi avrà modo di rivelare tutta la sua qualità e profondità di interpretazione nel programma proposto interpretando autori che dal Settecento, attraversando il Romanticismo, giungono al Novecento.Come la Sonata op.2 n.12, del violinista e compositore toscano FrancescoMaria Veracini, di cui si ricordano la grande fama raggiunta e le esperienze in diversi paesi europei oltre ad aspetti originali del carattere, un autore che compone con stili diversificati e il cui ascolto attrae per l’aspetto sfuggente, mai univoco, con melodie strumentali intese in senso lirico e cantabile. La Sonata a Kreutzer, scritta da Beethoven fra il 1802 e il 1803, per la tempestosa novità dello stile brillante, è fra le più difficili fra quelle per violino e pianoforte. Creata nel periodo in cui Beethoven cominciava a sperimentare forme che, pur non uscendo dall'impianto tradizionale, dilatavano di molto le dimensioni architettoniche trasmesse dalla tradizione. Il romanzo di Lev Tolstoj che ne porta il titolo, finì per amplificare ulteriormente la fama di quest’opera che sprigiona una incessante e travolgente energia. La Sonata in si minore è scritta da Respighi nel 1916 come il poema sinfonico Le fontane di Roma, cui seguiranno le Antiche arie e danze per liuto, tre opere totalmente dissimili che dicono molto sul ventaglio linguistico e stilistico del compositore. Questa sonata, radicata nella tradizione romantica, ha un nucleo musicale oscillante, che assumerà  una forma ciclica. Se per la parte pianistica è richiesto un virtuosismo prodigioso, l'esecuzione del violino rispecchia la conoscenza personale dello strumento da parte del compositore: la tecnica violinistica di Respighi è altamente professionale, avendo egli studiato lo strumento e debuttato con uno spettacolare esordio all'età di 20 anni eseguendo Le Streghe di Paganini. Della Ciaccona di Johann Sebastian Bach esistono molte trascrizioni; quella brillante e sontuosa di Ferruccio Busoni per pianoforte, quelle per organo, chitarra, arpa, fisarmonica, via via fino a quella orchestrale di Alfredo Casella. Si è prodotta una tradizione che ha spinto altri musicisti a (ri)comporre oltre che ad eseguire un testo di straordinaria bellezza. Schumann, che aveva assistito a un concerto tenuto da Mendelsshon, (col violinista Ferdinand David) in un accompagnamento pianistico che rendeva chiare anche per un pubblico non avvezzo le armonie della Ciaccona, riprese l’opera rivestendola e rivivendola con un proprio sguardo attraverso il suo accompagnamento pianistico. Il pianoforte resta sempre discreto, amplia le armonie del violino, replica alcuni temi e solo a volte aggiunge nuovi spunti moltiplicando i contrappunti del violino come in una versione “ allo specchio “ della parte originale.

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