10 febbraio 2019 - Forlì, Cronaca

Catturato il rumeno che gestiva una casa d'appuntamenti in centro assieme al fratello

L’uomo era giunto sul territorio forlivese circa quattro anni da, proveniente da Milano

Le volanti della Polizia di Stato, in forza all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Forlì, hanno catturato S.S., cittadino rumeno di 41 anni, senza fissa dimora, destinatario di provvedimento di cumulo pene concorrenti emesso dalla Procura della Repubblica di Forlì per i reati di traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. L’uomo era giunto sul territorio forlivese circa quattro anni da, proveniente da Milano, dove già era rimasto coinvolto in una indagine per traffico di stupefacenti con conseguente condanna a due anni e otto mesi di reclusione. A Forlì si era riunito con altri familiari, qui residenti, ed aveva affittato un appartamento traendo in inganno l’agenzia immobiliare e il proprietario, che pensavano servisse per stabilire una tranquilla famiglia. Invece, di lì a poco, venne alla luce un insolito via vai, che portò alla scoperta di un ampio giro di prostituzione. 

La casa di appuntamenti

Dopo una veloce indagine della Polizia vennero identificate due giovani avvenenti ragazze rumene, una di esse sua fidanzata, e anche numerosi clienti, soprattutto uomini di mezza età del circondario forlivese; questi, convocati in Questura, raccontarono di aver trovato gli annunci su internet con tanto di foto nude delle ragazze, in diverse pose ammiccanti e molto osè, entrando anche nei dettagli delle prestazioni, che avvenivano in due salottini separati da una parete di legno artificiosamente collocata proprio per riservare più spazi per i rapporti sessuali ed ampliare la capacità ricettiva dell’appartamento. L’immobile venne sequestrato e alla fine, grazie agli elementi probatori acquisiti, il Tribunale di Forlì condannò S.S. a quattro anni di reclusione. Una volta divenuta definitiva anche questa condanna, la Procura di Forlì ha emesso provedimento di cumulo pene, compresa quella precedente di Milano, così che, scorporato il periodo già presofferto in stato di custodia cautelare, ora per l’uomo si sono aperte le porte del carcere per cinque anni e quattro mesi.

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