24 gennaio 2019 - Forlì, Cesena, Società

Come fare per smettere di litigare - La mediazione puntata 5

La crisi della coppia prelude a un cammino evolutivo e trasformativo, che può dare disagio e sofferenza

In questa sesta puntata esamineremo in dettaglio il significato dell’espressione CRISI DELLA COPPIA. Termine un po' logorato e abusato che però etimologicamente descrive il mutamento che può investire il rapporto a due, modificando bruscamente la condizione di serena, o dialettica vicinanza, in uno stato di sofferenza, con la comparsa di sentimenti negativi che persistono nel tempo come l’ira, la rabbia, il risentimento, la noia. La crisi esprime la rottura di un equilibrio già acquisito in precedenza e l’irruzione di una differenza negli schemi abituali di comportamento della coppia. La crisi prelude a un camminio evolutivo e trasformativo, ma proprio per questo può indurre sofferenza e disagio. L’esperienza della crisi è di per sé connaturata con la vita di coppia: il reale pericolo non è nella sua comparsa, quanto dalla forma che essa assume. Quindi potremmo dire che al pari di quello che avviene nella vita individuale, la crisi della coppia comprende il significato di SVILUPPO E DI TRASFORMAZIONE.

La crisi di coppia allora è un evento che si svolge individualmente in ciascun partner, mentre la coppia in quanto diade o sistema entra in una fase di instabilità.

Per parlare di crisi  devono sussistere le seguenti caratteristiche:

• uno sviluppo rapido, tumultuoso o a volte composto, di un confronto dialettico, ovvero una simmetria che prelude un cambiamento indipendentemente se sarà positivo o negativo

• delle temporanee percezioni di sé e dell’ altro che investono sia i livelli emotivi che cognitivi

• una ristrutturazione della relazione su livelli diversi dai precedenti: o verso un nuovo consolidamento affettivo e un nuovo adattamento, o viceversa verso un’ evoluzione negativa e al fallimento della relazione stessa.

Un caso di studio: Riccardo e Flavia si sono innamorati e sposati perché ciascuno si considerava debole e insicuro, aspettandosi di ricevere sostegno e forza dall’altro. Il prologo è per sua natura già equivoco nel senso che entrambi hanno finto di essere ciò che non sono, ovvero due persone adeguate e indipendenti, per non rischiare di non essere accettati dall’altro. Appena emergono i veri bisogni di Riccardo e Flavia, il problema o meglio le fragilità causeranno una profonda crisi della coppia e la vita stessa della relazione. Le reazione che emergono sono una serie di accuse reciproche e di stallo. Molti studiosi a partire dalla già citata Virginia Satir, sottolineano che sovente si spera che il partner sia in grado di aiutarci a crescere, investendo su di lui grandi aspettative. Così in molti casi il matrimonio non è vissuto come scelta matura e consapevole, ma come un surrogato di terapia e di qui il fallimento della relazione nel momento in cui si attribuisce all’altro la responsabilità della propria infelicità.

Ogni coppia vive dei cambiamenti

Ogni coppia in alcuni momenti della vita subisce e vive cambiamenti profondi e a volte imprevedibili; non necessariamente questi portano con sé la fine di una relazione, come ho sostenuto più volte. E' necessario maturare nel tempo una buona dose di elasticità e flessibilità che permette di volta in volta di non arrivare a maturare solo aspettative che generano frustazione ma al contrario ritrovare nuove strade perché la coppia è un sistema in continua evoluzione e come tutti i sistemi subisce modificazione, basti pensare a come l’arrivo di un figlio sia il maggiore dei cambiamenti che vanno gestiti dai genitori e come queste trasformazioni portino ad una grossa crescita sia personale che familiare. La coppia sopravvive nel tempo se ha avuto la capacità di adattare le persone che ne fanno parte ad aumentare il livello di RESILIENZA personale e quindi ad accettare talvolta lo stallo, o viceversa il cambiamento repentino ma anche le sfide e le scelte complesse, i lutti e l’abbandono della casa coniugale da parte dei figli ormai adulti. E’ doveroso riconoscere quanto camminare per lungo tempo al fianco di qualcuno sia complicato e non sempre appagante ma il senso della relazione è la sua durata nel tempo e la capacità di sostenere l’altro anche quando la passione diminuisce, quando la solitudine personale fa vivere profonde frustrazioni, ma anche  quando si riconosce nell’altro la sua capacità di comprendere e di starci vicino nonostante tutto.

 

Vanna Brocculi

Mediatrice familiare e coach

https://www.linkedin.com/in/vanna-brocculi-73740a110/

cell. 348 4762424

 

Articoli precedenti:

n. 1: Mediazione, alla scoperta di una materia ancora poco nota in Italia per la gestione del conflitto

n. 2: Mediazione, il legame affettivo alla base di una relazione stabile è un concetto recente

n. 3: L'obiettivo di una mediazione tra genitori deve essere il bene dei figli

n. 4: La crisi di coppia è crisi della singola persona che è parte della coppia

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