24 gennaio 2019 - Forlì, Agenda, Eventi

"Parole in pentola", nuovo appuntamento con Stefano Sgambati e Paolo Zardi

Cena con l'autore al ristorante "la Granadilla"

Primo appuntamento dell’anno con le cene d’autore organizzate dall’agenzia Archimedia al ristorante La Granadilla a Forlì, alle ore 20 di venerdì 25 gennaio. Questa volta ci saranno ben due ospiti: Paolo Zardi, con il suo ultimo romanzo “Tutto male finchè dura” (Feltrinelli) e Stefano Sgambati, autore di “La bambina ovunque” (Mondadori). Nella cornice conviviale, sarà possibile conoscere i retroscena sui libri e gli stessi autori, in maniera informale e accattivante. Per l’occasione sarà presente un ospite speciale che leggerà alcuni brani dei libri presentati. L’evento è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Alive”. 

Come sempre la cena prevede un menù fisso (vegetariano) a 20 euro, accompagnato da un vino dell’azienda Poderi dal Nespoli. Prenotazioni al numero 371-3732848 oppure 0543-1771113. Libri in vendita durante la serata

Biografie degli autori

Paolo Zardi è ingegnere, ma ha un grande talento per la scrittura. Tra le altre cose ha pubblicato il romanzo breve Il Signor Bovary (Intermezzi, 2014) e i romanzi La felicità esiste (Alet, 2012), XXI Secolo (Neo Edizioni, 2015), con cui è stato finalista al Premio Strega 2015, e La passione secondo Matteo (Neo Edizioni, 2017). È il primo autore italiano a essere stato tradotto e pubblicato dalla rivista “Lunch Ticket” (Università di Antioch, Los Angeles) con il racconto Sei minuti. Cura il blog grafemi.wordpress.com

Stefano Sgambati è nato a Napoli nel 1980, ma ha sempre vissuto a Roma. Attualmente abita a Milano dove si occupa di letteratura, tv e giornalismo. Ha esordito in libreria nel 2011 con una raccolta di racconti, Il Paese bello (Intermezzi Editore); il suo primo romanzo è Gli eroi imperfetti (minimum fax, 2014). La bambina ovunque è il suo quinto libro

Sinossi dei libri 

Tutto male finché dura (Feltrinelli)  

Lui è un uomo che vive di espedienti e raggiri e, proprio a causa di uno dei mille nomi falsi che usa, la polizia lo scambia per un criminale e lo arresta. Due mesi dopo esce dal carcere, ma ormai ha perso tutto: la sua casa e lo studio dentistico dove praticava la professione di cavadenti abusivo sono stati, sempre abusivamente, occupati. Come se ciò non bastasse, deve 70.000 euro a un usuraio e due robusti criminali gli danno la caccia per riscuoterli. Decide così di ripresentarsi a casa di Marta, la moglie che aveva abbandonato insieme alle loro due figlie, Elisa di sedici anni e Lucia di quasi nove. Conta sulla sua compassione per convincerla a farsi dare dei soldi, nonostante lei fatichi a mantenere se stessa e le figlie, e nello stesso tempo spera che il padre, gravemente malato (e con il quale non ha rapporti da anni), muoia e gli lasci l’eredità che lo renderebbe ricco.  Passerà sopra i sogni delle figlie pur di portare a termine la sua missione e salvare la pelle? Zardi ci mette davanti a un protagonista incorreggibilmente scorretto, sempre curioso e quasi candido nel perseguire il proprio tornaconto, i propri bisogni e desideri. Un “cattivo simpatico”, con cui ci troviamo, nostro malgrado, a solidarizzare. Attraverso i suoi giri a vuoto, Tutto male finché dura – romanzo amaramente esilarante, a metà strada fra il picaresco e il pulp – compone con ironia e crudezza un quadro della nostra contemporaneità (il sesso, le chat erotiche clandestine, le città, la famiglia), che appare degradata, senza mai diventare degradante.

"La bambina ovunque” (Mondadori) 

Stefano ha trentacinque anni e tra qualche mese la sua vita cambierà per sempre. La gravidanza della moglie è il risultato di un percorso a ostacoli innescato da un fortissimo desiderio di maternità e passato per un’estenuante trafila medica: dopo la grande salita, tutto sembra procedere bene, ma allora perché Stefano non è felice? Il suo stato, nient’affatto interessante, appena degno di nota, non lo soddisfa: si sente invisibile, inutile – e per giunta braccato dal panico, un animale goffo e ingombrante che non lo lascia mai in pace -, un personaggio secondario che “rimpicciolisce sempre di più mentre la madre si diffonde nello spazio, aumenta di volume e sostanza”.

Con una prima persona originalissima, ironica e divertita, ma anche così sincera da risultare spudorata, Sgambati racconta il titubante viaggio di un uomo verso la paternità, in tutte le sue tappe. Un’indagine autobiografica e romanzesca che incanta, fa ridere, commuove e abbatte ogni tabù attorno alla paternità.

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