2 gennaio 2019 - Forlì, Politica, Società

Carcere di Forlì, l'assalto di Ragni (FI): "fondi stanziati ora si provveda al completamento dell'opera"

Il consigliere comunale e coordinatore locale di Forza Italia punta il dito contro l'amministrazione

FORLI' - “A fondi (giustamente) stanziati , chiediamo adesso che si proceda  in modo più snello e veloce nell’  appalto per il completamento dei lavori del nuovo carcere di Forlì nella frazione del Quattro, e si inserisca l’opera  nelle priorità del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e della stazione appaltante così da permettere al  personale della Polizia penitenziaria ed agli stessi detenuti di liberare l’attuale sito della Rocca di Ravaldino, consentendone il recupero.

 

Al netto degli imprevisti e delle previsioni più ottimistiche, si parla di un trasferimento   alla nuova struttura  non prima del 2025, ovvero fra 6, al massimo, 7 anni. Davvero troppo per un’opera rimasta  ferma già da più 15 anni. Si riapra il cantiere e si lavori giorno e notte per  completare la costruzione della nuova casa“: a chiedere la procedura d’urgenza è Fabrizio Ragni, capogruppo comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia.

“Non intendiamo attendere passivamente  la conclusione di una vicenda che, tra ordigni bellici, reperti archeologici e il fallimento di una ditta, ha creato nel corso di un decennio  disagi non soltanto agli operatori ed ai carcerati, ma anche  alla stessa città che ancora non può godere di un complesso di elevato valore storico architettonico, come la Rocca di Caterina Sforza luogo simbolo e centrale nel Rinascimento italiano“: aggiunge Ragni.

“Tecnicamente,  le opere che rientrano nel primo di tre distinti interventi previsti a progetto (la recinzione, parte degli alloggi di servizio, la centrale tecnologica e l’ingresso principale)  sono state ultimate: “Ma c’è da porre rimedio al degrado in cui versano le mura ed ai danni arrecati alla struttura dai ladri e dai balordi che hanno saccheggiato in tutti questi anni il manufatto. Poi si dovranno realizzare le opere bloccate dalla risoluzione del contratto con l’impresa appaltatrice e quelle previste nel secondo stralcio, sospese  dopo il ritrovamento di un ordigno bellico. L’intera situazione di abbandono, perché a tutti gli effetti il nuovo carcere del Quattro è la più grande “incompiuta” forlivese,  prevede un pressing istituzionale incessante e un’attenzione al tema che, dobbiamo dirlo, non ravvisiamo  nell’attuale giunta comunale del Pd, con Drei in uscita e che non si ricandiderà, ormai in fase di totale e palese disimpegno politico. Una motivazione in più per cambiare registro alle  elezioni amministrative del maggio 2019”: conclude Ragni.

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