29 novembre 2018 - Forlì, Cronaca

Come fare per smettere di litigare - La mediazione puntata 3

L'obiettivo di una mediazione tra genitori deve essere il bene dei figli

Il sistema coppia riesce a stare insieme nel tempo se i coniugi hanno la capacità di affrontare con adeguate risorse i cambiamenti che il ciclo vitale della famiglia comporta. Virginia Satir afferma che una buona valutazione di se stesso, self esteem, è il fondamento delle decisioni su come comportarsi.

L’autrice afferma inoltre che le difficoltà ad affrontare i problemi all’interno della coppia sono spesso riconducibili alla scarsa stima di sé: due membri di una coppia portatori di bassa self esteem possono rimanere imprigionati l’uno nell’altra in un incastro psicologico che rimanda ai loro modelli infantili ed educativi. In una evoluzione personale sana le persone, con lo stabilizzarsi del legame di coppia, tendono gradualmente a ridefinire i ruoli con la famiglia d’origine che assumuno caratteri di affetto misto a protezione e sempre meno di dipendenza. Il legame affettivo prevalente tende a diventare quello verso la persona che abbiamo scelto come oggetto d'amore. 

Quanto più intensi sono i legami con la famiglia di origine, tanto più questi tendono a entrare nelle vicende affettive della nuova coppia e a partecipare sia consciamente che non alle loro dinamiche interne.

Sempre la Satir propone un modello di coppia molto efficace: considera due coniugi che da bambini sono stati emotivamente dipendenti dai genitori, la studiosa continua dicendo che ciascuno tende naturalmente a riproporre i modelli appresi dalla famiglia di origine: così se il meccanismo abituale era il tentativo di fuga come strategico di fronte al conflitto, accadrà la stessa cosa nel rapporto a due.

Bateson afferma che le famiglie di origine hanno una funzione di matrice di pensiero: i membri della coppia sono inglobati in un sistema di pensiero che proviene dalle rispettive famiglie d’ origine e sono i portatori delle regole di queste. Userò il termine appartenenza per riferirmi a questo bagaglio che ciascuno porta con sé nel corso della propria vita. Ciò che dovrebbe emergere come considerazione generale è che nella propria evoluzione personale il punto centrale non sarà quello di rinnegare il passaggio che separa la propria generazione da quella precedente, bensì di trovare la propria identità, costruendo una nuova struttura, mantenendo un consapevole aggancio col passato, alla differenziazione dei ruoli.

 

Nella mediazione la coppia porta anche la famiglia d'origine

Tutto questa parte introddutiva ci riporta a ritrattare in termini più allargati l’approccio con la mediazione familiare. Quando una coppia approda in mediazione, e qui vorrei sottolinearne l’assoluta volontarietà, è necessario sempre riflettere che due persone in un setting non sono mai sole col mediatore ma portano con sé la famiglia d’origine, le amiche più intime, i colleghi e tutto un repertorio a volte caotico di persone che hanno ritenuto a ragione o meno di esprimere la propria opinione. Vorrei sottolineare che la difficoltà è proprio in un certo modo epurare due persone da un carico, che da una parte è il loro vissuto e si evidenzia immediatamente nella capacità o meno di trovare soluzioni alternatine, nuove al loro modello educativo, ma molto spesso l’invischiamento con le famiglie  d’origine o le diverse mancanze (dipendenze affettive, incapacità di condividere, bassa autostima e molto altro) hanno portato inevitabilmente la coppia a lacerarsi fino ad arrivare alla separazione.

Non smetto di sottolineare allora che l’aspetto imprescindibile di gestire una mediazione è la capacità che vorrei tradurre come maturità, che manifesta la coppia separata a porre come obiettivo non la motivazione che li ha portati a separarsi (a tal proposito dedicherò una puntata alla differenza tra una mediazione e una terapia di coppia) e le conseguenti ripercussioni litigiose, quanto a parlare solo ed unicamente del bene dei propri figli. La mediazione diviene un setting dedicato in cui, se c’è un profondo desiderio di aiutare i bambini si possono trovare soluzioni, si accettano compromessi, si stipulano accordi giusti ed adeguati e forse arrivando a questo, ciascun padre e madre di quel setting riuscirà a contenere tutte quelle voci che ha portato con sé che invece recriminano e pretendono altro.

 

Vanna Brocculi

Mediatrice familiare e coach

https://www.linkedin.com/in/vanna-brocculi-73740a110/

cell. 348 4762424

 

Articoli precedenti:

n. 1: Mediazione, alla scoperta di una materia ancora poco nota in Italia per la gestione del conflitto

n. 2: Mediazione, il legame affettivo alla base di una relazione stabile è un concetto recente

 

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