6 novembre 2018 - Forlì, Cronaca

Lo Stelloncino - E' tempo di Gig Economy, l'economia dei "lavoretti"

Non esistono più prestazioni lavorative continue, ma il taylorismo ha modificato tutti noi

Con il graduale affermarsi della “Gig economy”, l’economia digitale dei lavoretti, si sono dapprima rarefatti per poi scomparire, gli interventi sulla stampa dei sociologi del lavoro che per anni e anni hanno discettato intorno ai mali alla salute provocati dalla Organizzazione Scientifica del Lavoro di tayloristica memoria.

La Gig economy è un modello economico caratterizzato dal fatto che “non esistono più prestazioni lavorative continuative (il posto fisso, con contratto di lavoro a tempo indeterminato) ma si lavora on demand, cioè solo quando c’è richiesta per i propri servizi, prodotti o competenze”. La domanda arriva per telefono; il ricevente valuta la proposta e decide in merito. Non si ha notizia di sociologi del lavoro che si siano occupati dei danni alla salute provocati dalla consegna di pasti a domicilio effettuati in bici (Deliveroo) o di chi dovendo fare un tragitto “monetizza i posti liberi auto ospitando persone che vanno nella stessa direzione” (Blablacar).

 

Se osservate come operano gli addetti al banco gastronomia del supermercato, la farmacia, la macelleria vicino a casa gestita da marito e moglie, o il fruttivendolo di fiducia vi accorgerete come Taylor abbia modificato non solo la metodologia di esecuzione di qualsiasi lavoro, ma anche il modo di vivere di tutti noi. Orari, movimenti, e divisione del lavoro sono quelli di Taylor e alla sua “mania di cronometrare e di scomporre e ricomporre ogni attività” per risparmiare tempo. Quando ordiniamo un etto di bresaola al banco gastronomia l’addetto, in buona salute, esegue una sequenza di movimenti che la sua personale esperienza gli ha fatto interiorizzare per evitare la spiacevole sensazione della fatica e al contempo di ottimizzare il tempo di attesa dell’avventore perché non si innervosisca. Il ciclo di movimenti, dopo aver chiuso in scioltezza il sacchetto, si conclude con un sorriso e il “Buona giornata”.

Severino Salvemini ci ricorda come le tayloristiche modalità di lavoro “delle persone che impacchettano e spediscono le mozzarelle e i caciocavallo ordinati presso il sito partenopeo «Latticini. it» non differiscono da quelle del magazzino di Amazon. Non si ha notizia di danni alla salute.

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