3 novembre 2018 - Forlì, Cronaca, Società

Collina di Pondo, la strada sarà di nuovo sicura

Stanziati 91 mila euro per giungere alla frazione che custodisce il santuario della Madonna degli Occhi

SANTA SOFIA - E’ la burocrazia, sono i cavilli burocratici che spesso mettono a rischio le attività e i buoni progetti ma questo non è uno dei quei casi.  E’ proprio grazie ai fondi messi a disposizione da provvedimento rivolto alle montagne che la strada  della Collina di Pondo sarà di nuovo sicura.

Il Comune di Santa Sofia ha approvato finalmente il progetto esecutivo della messa in sicurezza della strada di pertinenza comunale che conduce proprio alla Collina di Pondo.

 

L'INTERVENTO NEL DETTAGLIO

Il piano avrà un costo complessivo di 9 mila euro e saranno finanziati dalla Regione Emilia Romagna attraverso la legge sulla montagna. Una parte degli investimenti, invece, sarà erogata dal Comune stesso che allenterà i cordoni della borsa per risolvere un problema che ha messo in difficoltà per diversi anni i residenti della frazione montana. Si tratta nello specifico di una manutenzione straordinaria che interesserà un tratto stradale di quasi sei chilometri (5 chilometri e 80 metri, per la precisione): saranno installati nuovi guardrail (circa 200 metri di protezione che si sommano a quelli già presenti nei punti più pericolosi), effettuata la potatura il disboscamento in alcuni tratti per aumentare la percorribilità e la visibilità della strada, verranno fresate i punti dove l’asfalto si è sollevato e richiuse le buche che si sono formate nel corso degli anni a causa della mancata manutenzione da un lato e degli effetti degli agenti atmosferici dall’altro. Dove necessario si procederà di conseguenza alla ri-asfaltatura e sagomatura del manto stradale per rendere finalmente sicura un’arteria essenziale per gli abitanti della Collina di Pondo e per poter raggiungere il santuario della Madonna degli Occhi, un luogo di culto la cui storia affonda le radici nel 500 romagnolo.

 

UN LIETO FINE SPERATO

In questa parte di territorio, inoltre si trovano numerosi agriturismi, aziende agricole e attività artigianali che necessitavano di un sicuro collegamento viario alla rete stradale della valle.  Come detto la burocrazia e i cavilli spesso sono deterrenti all’avvio di buone attività e quello che è accaduto per questa strada ne è un chiaro esempio. Se da un lato la legge sulle montagne ha agevolato lo sblocco delle risorse necessarie alla manutenzione, dall’altro la mancata classificazione della strada (assegnata solo di recente all’autorità comunale) ha tenuto bloccato per lunghissimo tempo ogni tipo di progettazione.

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