29 ottobre 2018 - Forlì, Cronaca, Eventi

A Tredozio arriva la sagra del Bartolaccio

Due appuntamenti in novembre con la specialità a base di patata lessata, pancetta di maiale e grana

 

Arriva a Treozio la sagra del bartolaccio, specialità gastronomica unica nel suo genere, curiosa per la forma a mezzaluna, colorato e paffutello; un asorta di crescentina ben farcita, ricca di profmi, dal spore pieno  einteso che si conusma a merosi 

Il bartolaccio, o meglio “e bartlàz” in slang romagnolo, per i suoi naturali ingredienti è l’eccellente riscoperta e risposta alla gastronomica odierna. Patata gialla lessata, pancetta di maiale, grana padano stagionato, sale, pepe sono gli alimenti con le altre spezie che formano il suo composto.  E sembra d’obbligo l’abbinamento solidale con un buon sangiovese della nostra vallata del Tramazzo-Marzeno.

Il primo appuntamento della Sagra è per domenica 4 novembre dalla mattina alle ore 10,00, in cui piazza Vespignani si risveglia dal brusio dei presenti e dai profumi che il Bartolaccio emana già cotto e pronto per essere mangiato. La festa si protrae fino a sera accompagnata da spettacoli itineranti con l’area del mercato delle bancarelle tradizionali, quella dei prodotti tipici e dai creativi d’ingegno. Non va dimenticato il riconoscimento assegnato alla Sagra dal Ministero del Turismo nel 2011 con il bollino di “Meraviglia Italiana”.

 

L’evento gastronomico si ripeterà domenica 11 novembre; nelle medesime forme e negli stesse modalità della domenica precedente, mettendo in luce anche altre specialità caratteristiche della stagione autunnale, altrettante uniche della gastronomia “cosidetta povera” che trova nella Sagra la sua valorizzazione.

In primis “la paciàrela” polenta di minore consistenza condita con porri e fagioli e la classica polenta gialla al paiolo condita al ragù di carne. Infine per un territorio di confine con l’Alto Mugello non potevano mancare le castagne, un frutto del parco e dei nostri boschi, dalle quali gli chef della Pro Loco ricavano i tradizionali dolci al forno e le torte in varietà, mentre gli Alpini le più classiche caldarroste abbinate ad un sangiovese e al vin brulè.

 

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