9 ottobre 2018 - Forlì, Cultura

Lo Stelloncino - Le demolizioni a cura del Genio militare

I manufatti abusivi devono essere demoliti

E’ passata stranamente sotto silenzio la notizia: “A colpi di Ruspa Circa 700 le demolizioni a opera del Genio militare a partire dall’8 agosto 2017 nelle provincie colpite [dal terremoto del 2016]”.

Il colonnello comandante della task force dell’Esercito per la rimozione delle macerie dichiara: «Dopo la demolizione del Park Hotel [di Visto] passeremo ad altre strutture ad Arquata e a Castelsantangelo sul Nera, ma dall’agosto 2017 siamo impegnati in tutta l’area del sisma di Marche, Lazio e Abruzzo con circa 250 militari». Il cuore della notizia è: il Genio militare può essere impiegato nella demolizione di manufatti!

 

A fronte di una sentenza passata in giudicato, per il rispetto che si deve alla comunità e al cittadino ossequioso alla Legge, i manufatti abusivi devono essere demoliti. La sentenza passata in giudicato ha accertato infatti in modo inequivocabile come non sia più soggetta né a regolamenti di competenza, né di appello, né di ricorsi per Cassazione, né a revocazione.

In altre parole obbliga direttamente le parti ad osservare quanto il giudice ha disposto. Se il sindaco – ufficiale di Governo – non trova ditte perché temono ritorsioni o sabotaggi, nicchia o non dispone dei fondi necessari per la demolizione, atteso che la Legge pone a carico del trasgressore le relative spese, sia lo Stato a provvedere con il Genio militare.

Vale forse la pena di ricordare che il 17 Agosto del 2017 sotto il titolo “ABUSIVISMO Una proposta” il Corriere della Sera pubblica la lettera di Franco Splendorini che proponeva di affidare “all’Arma del Genio militare dell’Esercito” la demolizione dei manufatti abusivi per superare l’ostacolo “… del rifiuto opposto dalle ditte private che temono ritorsioni o sabotaggi”.

Il testo – paro paro - è pubblicato, lo stesso giorno da “la Repubblica” sotto il titolo “Per demolire gli abusi affidiamoci al Genio”. La proposta appariva allora permeata di buon senso. Oggi non sembra si possa pensare che la demolizione di manufatti non rientri tra i compiti dell’Esercito.

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