25 settembre 2018 - Forlì, Cronaca

Lo Stelloncino - Inizio delle lezioni con 57mila cattedre vacanti

Dalla fine degli anni 90 che il fenomeno “cattedre scoperte” si presenta con cronometrica puntualità all'inizio delle lezioni

Ancora una volta per non voler utilizzare il frusto more solito, dalla stampa si apprende che l’anno scolastico non inizierà con regolarità. Si prevede che all’inizio delle lezioni nel Belpaese saranno vacanti oltre 57.000 cattedre che dovranno quindi essere comunque ricoperte da supplenti alla faccia della sempre invocata “continuità didattica”.

Non è detto che si riescano a trovare i supplenti necessari; sembra infatti merce rara chi possa insegnare greco, matematica, chimica, arte, francese e tedesco. Come sempre i dirigenti scolastici si dovranno arrangiare. E pensare che il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, in carica dal 1° giugno, viene proprio dal mondo della scuola avendo fatto sempre l’insegnante sin quando è diventato, dal 2014, uno dei dirigenti dell’Ambito territoriale di Milano, giusto per intenderci il vecchio Provveditorato degli studi.

 

La situazione non è certo da attribuire al nuovo ministro; è dalla fine degli anni 90 che il fenomeno “cattedre scoperte”, in prossimità dell’inizio delle lezioni si presenta con cronometrica puntualità; si trascina infatti come nodo che nessun ministro è riuscito a sciogliere. Sembra infatti siano “troppi gli interessi di chi vuole difendere diritti acquisiti e si dimentica che lo scopo della scuola non è fungere da ammortizzatore sociale per chi ha bisogno di occupazione, ma di offrire una proposta didattica ed educativa di qualità alle nuove generazioni”. La continuità didattica è importante fattore per elevare la qualità dell’insegnamento. Lee Iacocca, celebre manager americano di origine italiana considerato un Sergio Marchionne ante litteram, alla fine degli anni 80 scriveva che il futuro degli USA “non dipende dalle capacità degli studenti migliori ma da quelle della media di essi. E questa media sta perdendo terreno”.

Il neo ministro promettendo “organici stabili” e “insegnamento di qualità” sembra all’apparenza sulla buona strada, anche se in contrasto con il “consentendo ai docenti di riavvicinarsi a casa”; perfino se avessero ottenuto la cattedra con il vincolo dei tre anni?

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