7 settembre 2018 - Forlì, Cronaca, Politica

Fondi a rischio, Di Maio (Pd) presenta un emendamento ad hoc per Forlì

“Bloccare quegli 8 milioni sarebbe una botta incredibile”

Un emendamento specifico per “salvare” i fondi destinati a Forlì, che rischia di vedersi bloccati 8,3 milioni di euro già assegnati per realizzare il Programma di riqualificazione urbana del centro storico e dei borghi con 12 interventi che spaziano dal completamento del campus universitario a piazza Guido da Montefeltro, ristrutturazione del Foro Boario e molto altro. Progetti predisposti e presentati dall’Amministrazione comunale. Lo prevede una proposta di modifica al decreto Milleproroghe a prima firma del parlamentare Marco Di Maio, primo proponente del testo depositato nelle Commissione Affari costituzionali e Bilancio e che sarà discusso nelle prossime giornate. 

 

“Di fronte al muro di gomma del governo e della maggioranza parlamentare non molliamo  - afferma il deputato -. Stanno mettendo a rischio un miliardo e seicento milioni di euro che erano già stati assegnati alle città italiane con tanto di progetti, copertura certificata dalla Corte dei Conti e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e non si può restare a guardare. Per questo ho presentato assieme al mio gruppo parlamentare un emendamento che propone la soppressione della norma che mette a rischio i fondi stanziati. Nella previsione che probabilmente non verrà approvato, ho presentato anche un emendamento per ciascuna città romagnola, per escludere almeno Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena da questo taglio”. 

 

Per la Romagna si tratterrebbe di una “botta incredibile”: a Rimini verrebbero sacrificati 18 milioni di euro, a Ravenna quasi 13, a Forlì 8,3, a Cesena 2,1. A queste cifre se ne devono aggiungere altre, quantificabili quasi nel doppio, relative agli investimenti collegati alla realizzazione di questi progetti o comunque di finanziamenti di altri enti che rischierebbero di andare persi o rimanere utilizzati. 

“Gli emendamenti che ho presentato hanno superato il vaglio di ammissibilità - spiega il deputato - quindi possono essere votati: ci proveremo in Commissione e se non andrà in porto questo tentativo, daremo battaglia quando il provvedimento approderà nell’aula di Montecitorio per l’approvazione finale. Vedremo chi difende veramente il rispetto dei patti sottoscritti con lo Stato e gli interessi di cittadini, associazioni, imprese e chi lo fa solo in campagna elettorale”. 

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