22 agosto 2018 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro

Non solo flat tax. Confartigianto chiede una riforma del prelievo fiscale sull'energia

FORLI' -  La posizione di Confartigianato è chiara: artigiani e piccole imprese italiane subiscono un aggravio di costi per l’elettricità pari a 2 miliardi di euro, rispetto ai loro colleghi europei, a causa degli oneri fiscali e parafiscali sui consumi di elettricità che incidono per il 40,7% sull’importo finale in bolletta. Una vera e propria zavorra sulla produttività. Confartigianato evidenzia uno dei fattori di costo più penalizzanti per i nostri piccoli imprenditori e sollecita il Governo, affinché introduca la riforma della tassazione dell’energia per eliminare l’assurda disparità di trattamento fiscale che penalizza i consumi elettrici delle piccole imprese rispetto alle grandi. Secondo Confartigianato, il divario con l’Europa è destinato a peggiorare, considerato che, nel terzo trimestre di quest’anno, l’elettricità subirà rincari del 7,6% (+838 euro) rispetto ai tre mesi precedenti e del 5,5% (+618 euro) rispetto allo stesso periodo del 2017, portando a 11.932 euro il costo medio annuo dell’energia per una piccola impresa. Chiarisce il vicesegretario di Forlì Marco Valenti “i dati elaborati dal nostro ufficio studi parlano chiaro. Le micro e piccole imprese pagano di elettricità, in media, 2.753 euro in più all’anno rispetto alle Pmi dell’area Euro. Il costo dell’energia rappresenta un fardello che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa”. A far lievitare il prezzo dell’energia per le piccole imprese sono accise e oneri generali di sistema che pesano in media per 4.508 euro l’anno sul costo della bolletta. Ma in alcuni settori manifatturieri, come la lavorazione di gomma e plastica, possono anche superare i 18.000 euro l’anno. Si tratta, evidenzia l’indagine di Confartigianato, di un prelievo distribuito in modo iniquo tra le diverse dimensioni d’impresa: sulle piccole aziende in bassa tensione che determinano il 27% dei consumi energetici pesa il 45% degli oneri generali di sistema, mentre per le grandi aziende energivore con il 14% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende all’8%. Conclude Valenti “ai piccoli imprenditori si applica l’assurdo meccanismo meno consumi, più paghi. Uno squilibrio incomprensibile che costringe le piccole imprese a caricarsi i costi degli altri utenti. Per alleggerire le bollette elettriche delle piccole aziende è urgente mettere mano a queste disparità di trattamento.” 

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