12 luglio 2018 - Forlì, Cronaca, Politica

Non ci sarà un Drei bis, il sindaco non si ricandida

Lo ha ufficializzato durante la direzione comunale del Partito Democratico

Alla fine la decisione ufficiale è arrivata ed è un no. L'attuale sindaco Davide Drei non si ricandiderà per le elezioni amministrative del 2019. L'ufficialità alla decisione è stata resa pubblica durante la direzione del Pd che si è tenuta mercoledì sera nella sede di viale Matteotti.

Come riportato anche dai quotidiani locali Drei ha ammesso di aver avuto la tentazione di ricandidarsi perché "è difficile guidare un processo di cambiamento in un solo mandato", ma di aver deciso di mettersi da parte "non per paura di una sconfitta, ma per non dividere il partito".  

Nell'argomentare la sua decisione, irrevocabile, Drei ha affermato di considerare rispettato o in via di conseguimento nelle linee di principio il suo mandato che scadrà tra poco meno di un anno e che è stato fatto "al servizio della città".

Drei ha anche ricordato di essere l'amministratore del Comune di Forlì più longevo, essendo in carica da nove anni, prima come assessore e poi come sindaco, e di aver vissuto una stagione amministrativa difficile mai accaduta prima ai sindaci che l'ha visto amministratore della Provincia riformata, oltre ad aver guidato per tre anni l'Unione a 15 dei Comuni del Forlivese

Il commento a caldo della segreteria territoriale del Pd, nelle parole della segretaria Valentina Ancarani è stato di apprezzare "l'analisi del sindaco; ora si pare una nuova fase, lavoreremo per un percorso il più possibile inclusivo ed aperto coinvolgendo tutta la comunità forlivese".

 

Sull'opportunità di un Drei bis il capogruppo comunale di Forza Italia Fabrizio Ragni si era espresso prima dell'assemblea con parole dure: "Che il sindaco Drei, mercoledì sera, sciolga le riserve per un'eventuale sua ricandidatura o meno è assolutamente irrilevante. Che si sottoponga alla selezione delle primarie è comunque ininfluente. Che il Pd scelga una candidato sindaco diverso dall'attuale non sposterà di una virgola lo scenario politico-amministrativo che a tutt'oggi dimostra soltanto una cosa: a Forlì il centrosinistra ha perso la necessaria credibilità popolare per ottenere un riscontro alle urne. La fase storica del Pd e dei suoi minuscoli alleati è finita. Ed alle amministrative 2019 il centrodestra unito vincerà e avvierà una stagione nuova di rinnovamento e buon governo". E ha continuato: "L'eredità di Drei è già scritta: nel corso del mandato ha perso per strada, oltre ad alcuni assessori, anche l'appoggio del partito dei Verdi e della lista di Peruzzini. Lascia in dote: il 'multificio' che s'è abbattuto sugli automobilisti forlivesi con l'accensione delle telecamere ai varchi ztl, la tassazione comunale fra le più alte in regione , l'attivazione della tassa di soggiorno per scoraggiare i turisti, del resto giù fin troppo disincentivati a raggiungere la nostra città  attanagliata da problemi endemici come il degrado, la sporcizia e la mancata cura: delle aree verdi , dei giardini pubblici e  degli animali. Questo sindaco, oltre  ai tanti pasticci e pastrocchi amministrativi che on è stato in grado di risolvere od ha lui stesso innescato, ci regala una città dove al netto dell'eccessiva e voluta demagogia politica (piazza Saffi off-limits ai presunti neofascisti, la solidarietà pelosa a favore degli immigrati di ogni risma) spicca l'assenza di supporto agli italiani vittime della crisi e delle nuove povertà, l'assenza di solidarietà concreta e di sostegno ai nostri concittadini vittime di furti , rapine ed aggressioni  compiute (anche e soprattutto) per mano di stranieri, come l'ultimo assalto alla tabaccheria di Porta Schiavonia".

"Davide Drei verrà ricordato per essere il sindaco che non seppe arginare il degrado e l'insicurezza diffusa. Per essere il sindaco che tollerava i tanti clandestini nuovi arrivati e quelli di vecchia data entrati in clandestinità dopo iniziale registrazione all'anagrafe per sfuggire agli obblighi fiscali e sociali.  Verrà ricordato per essere il sindaco che non ha mai preso di petto la questione della moschea-centro islamico di via Fabbretti  dove le stesse forze dell'ordine hanno riscontrato irregolarità a danno della convivenza pacifica col quartiere. Verrà ricordato, Davide Drei, per essere stato il sindaco che non ha mai messo al centro della sua missione amministrativa la cultura e il recupero dei beni storico-artistici della città."

 

 

 

 

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