26 aprile 2018 - Forlì, Cultura, Eventi, Arte

Madonna del Fuoco: dalle origini ad oggi

Un viaggio agli albori della tradizione forlivese: tra mito e leggenda

 FORLI'-Ogni città italiana ha il suo patrono e Forlì non fa eccezione. Questa città, infatti, si trova sotto la protezione della Madonna del Fuoco che viene festeggiata, ogni anno, il 4 Febbraio.  Forse non tutti sanno la storia che ha portato alla consacrazione a patrono di Forlì della Madonna. Prima di raccontarvi l’origine della festività è il caso di spiegare chi è la Madonna del Fuoco, o meglio cos’è. La Madonna del Fuoco è una delle più antiche xilografie oggi esistenti che ritrae l’immagine della Beata Vergine con in braccio Gesù. L’opera, originariamente era stata realizzata su carta comune, per poi venir incollata e probabilmente anche inchiodata su una tavola lignea. L’immagine, secondo molti storici, è databile tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento. Situata fin dal 1425 sul muro della scuola di Forlì dove teneva le sue lezioni il Mastro Lombardino da Riopetroso. Durante l’inverno per riscaldare le aule, all’interno della scuola veniva acceso un focolare, che veniva spento una volta terminate le attività didattiche. Nella del 4 Febbraio 1428 qualcosa andò storto: probabilmente chi era addetto allo spegnimento del focolare non si assicurò che le ceneri fossero spente. Di lì a poco divampò un incendio che si estese a tutto l’edificio. La popolazione accorse nel tentativo di circoscrivere il fuoco e salvare il possibile ma le fiamme continuarono ad ardere giorni e quando finalmente si spensero, della scuola rimasero solo delle macerie annerite. I forlivesi di certo non si potevano aspettare di rinvenire, in quel cumolo di detriti carbonizzati dal fuoco, la xilografia della Madonna praticamente intatta. Allora il Governatore, il legato pontificio Monsignore Domenico Capranica, ordinò che l’immagine fosse esposta nel duomo della città. La rappresentazione della Madonna con il Bambino, inizialmente, fu affissa nella Cappella di San Bartolomeo, salvo poi essere spostata nella navata sinistra del duomo, nel 1636, una volta terminati i lavori di costruzione. In seguito fu posta, nell’attuale Piazza Aurelio Saffi, una colonna sormontata da una statua in marmo dedicata alla Madonna. Oggi il monumento si trova nella piazza adiacente al duomo. Questo miracolo, che si pone a metà strada tra storia leggenda e tradizione, si è radicato molto nella cultura forlivese, tant’è che ogni anno, il 4 Febbraio, viene rievocato con celebrazioni ed eventi che coinvolgono tutta la città. Alla tradizione popolare, scandita da celebrazioni liturgiche che si svolgono per l’intera giornata, si affianca il clima festoso tipico delle sagre di paese. Le vie del centro si popolano di prodotti tipici locali e non. Tra questi spicca la tradizionale (per i forlivesi almeno) Piadina della Madonna, un pane dolce semplice e antico, con semi di anice e zucchero.  Questo pane dolce è legato anche ad un’altra tradizione storica: si narra che durante un periodo di carestia, grazie alle donazioni fatte dai devoti alla Madonna del Fuoco fu possibile acquistare gli ingredienti per sfornare il pane che sarebbe servito a sfamare i poveri. Nel corso dei secoli la celebrazione della festività della Madonna del Fuoco è cambiata, non è più come agli albori prevalentemente di carattere religioso, ma è divenuta una sorta di simbolo d’unione nella cultura forlivese: unione intesa come occasione di avvicinamento di una città che per un giorno è completamente in festa. Forse non tutti sanno che il 4 febbraio, giorno in cui i forlivesi omaggiano la Madonna del Fuoco, anche un’altra città romagnola ricorda e festeggia tale evento. Questa città è Cervia, dove il culto della Beata vergine affonda le sue radici nel periodo del Rinascimento. Tutto ebbe inizio con la permanenza a Cervia del vescovo forlivese Francesco Maria Merlini, che fece erigere la diocesi nel 1635. Però solo nel 1653 comparve nelle cronache la partecipazione dei salinari ai festeggiamenti della Madonna del Fuoco. Salinari che poi si riunirono in una confraternita che prese il nome di “Confraternita della Beata Vergine del Fuoco”. Ogni 4 febbraio la confraternita portava in processione a Forlì il crocifisso ligneo della Madonna del Fuoco, oggi conservato nella Chiesa del Suffragio, offrendo in dono il sale ed altri oggetti preziosi che oggi vengono conservati all’interno della Sacrestia della Cappella della Madonna del Fuoco. Anche al giorno d’oggi la tradizione rimane, con Cervia che invia ogni 4 febbraio una delegazione a Forlì per rendere onore alla Beata Vergine.

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