13 marzo 2018 - Forlì, Cesena, Società

Diga di Ridracoli, un gioiello da 33 miliardi di litri d'acqua

Numeri e curiosità sull'infrastruttura più importante di tutta la Romagna

RIDRACOLI - Sono serviti quasi dieci anni per creare l’invaso della Diga di Ridracoli, un prodigio (essendo stata costruita negli ormai lontani anni ‘80) di ingegneria e tecnica che oggi serve una cinquantina di Comuni della Romagna.

Ad un’altezza di 557 metri sul livello del mare la diga raccoglie le acque dei fiumi Bidente e del Rio Celluzze e le acque si raccolgono in un letto che misura quasi 5 chilometri in lunghezza.

Si tratta senza ombra di dubbio della più importante risorsa idrica della Romagna intera e dagli anni ottanta fornisce un insostituibile servizio ad oltre un milione di persone tra la provincia di Forlì-Cesena, Rimini, e Ravenna.

Se la struttura affonda le sue radici negli anni sessanta, quando cinquanta Comuni diedero mandato alla progettazione, il lago, invece, è relativamente giovane, parliamo di poche decine di anni. L’intera superficie misura 1035 chilometri quadrati e la profondità delle acque può raggiungere 82 metri.

Sempre per citare qualche numero, la diga stessa è in grado di raccogliere 33.06 milioni di metri cubi d’acqua, più di 33 miliardi di litri, per intenderci.

 

DIAMO I NUMERI

La diga, come detto, è un vero e proprio gioiello di tecnica: è alta 103.5 metri e l’ampiezza dell’arco, lungo 432 metri, ne misura circa 10 nella parte superiore mentre la base arriva a 36 metri. Per realizzarla sono stati necessari 600 mila metri cubi di calcestruzzo. Ovviamente la diga non è tutta “piena” ma al suo interno si sviluppano una serie di cunicoli di servizio che vengono utilizzati per i controlli di staticità e di spinta dell’acqua, di manutenzioni e le ordinarie attività di impermeabilizzazione.

Per costruire la diga di Ridracoli sono servite quasi 4 milioni di ore lavorative e il numero di addetti impiegati è davvero strabiliante, quasi incalcolabile. Stando ai documenti storici si ritrovano tracce di giornate di lavoro in cui oltre 500 operai si trovavano fisicamente sul posto per le opere di costruzione. I turni di lavoro erano massacranti e da 8 ore l’uno. Con una turnazione continua si è garantito un avanzamento dei lavori senza sosta. In pratica il cantiere restava aperto e attivo 24 ore su 24.

Un numero tale di persone ha indotto la progettazione a costruire un piccolo villaggio in grado di ospitare 350 lavoratori e allestire un servizio mensa capace di cucinare oltre 700 pasti.   

 

FORSE TUTTI NON SANNO CHE

Tra le curiosità da annoverare ne spiccano alcune davvero notevoli. per trasportare i materiali necessari alla costruzione della diga, sabbie e ghiaie sono stati utilizzati nastri trasportatori da quasi 750 metri che da fondovalle consentivano gli approvvigionamenti agli operai in azione nell’area di costruzione.

Per la realizzazione del basamento e preparare il terreno dell’imponente struttura sono stati utilizzati 170 mila kg di esplosivo che hanno permesso di estrarre oltre un milione di metri cubi di roccia.   

L’imperatore Traiano nel II secolo d.C. ragionando sull’approvvigionamento idrico del territorio prese in considerazione più o meno la stessa zona, con l’obiettivo di portare l’acqua fino a Ravenna.

Da ultimo ma non meno importante: perchè creare la diga proprio nel luogo in cui si trova? La prima discriminante è stata proprio la qualità delle acque: una zona priva di fonti di inquinamento, questo per la presenza di insediamenti urbani e produttivi. Il secondo motivo è proprio la conformazione morfologica della zona: strati impermeabili e un dislivello rispetto al livello del mare in grado da consentire una distribuzione delle acque più agevole e da ultimo, ma non meno importante la sua posizione, circa al centro rispetto ai comuni che dovevano essere serviti dal servizio idrico.

 

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