9 marzo 2018 - Forlì, Agenda

Al via la stagione di Family al Teatro Diego Fabbri

Si inizia con "Romanzo d'infanzia", vincitore del premio "Stregatto"

Arriva domenica 11 marzo al Teatro Diego Fabbri lo spettacolo della COMPAGNIA ABBONDANZA/ BERTONI - TEATRO TESTONI RAGAZZI "Romanzo d'infanzia", vincitore del Premio Stregatto 1997/98, di Bruno Stori, con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, con la regia e drammaturgia di Letizia Quintavalle e Bruno Stori.

Si tratta di uno dei capolavori della Compagnia Abbondanza/Bertoni, uno spettacolo in cui il linguaggio del Teatro-Danza, normalmente riservato ad un pubblico non di giovanissimi, si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile

anche dai bambini. "L’infanzia è il diamante della nostra vita, è grezza e abbagliante. Si può

scheggiarlo e offuscare la potenza della sua luce. E questo è male? Non so, ma fa male, molto

male. Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e infelici. E che disastro i bambini senza amore o con troppo amore. Tra gli eterni deboli ci sono i bambini. Crediamo che la diversità sia un diritto che va ribadito in ogni epoca e in ogni paese.

Insomma è sempre tempo di trovarsi dalla parte di chi perde, di chi è più debole. Da questi

presupposti deriva un metodo di lavoro che influenza e definisce soprattutto la drammaturgia e il lavoro con i danzatori-attori, considerati più importanti del personaggio, del testo e portatori di materiale umano prezioso e vivo. Questo lavoro parla del disagio infantile all’interno dei rapporti primari-affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. In scena due danzatori che si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, sì, soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e fuggire e difendere e proteggersi e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere. Una dedica a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore."

La prevendita di tutti gli spettacoli della Stagione Family è in corso presso la biglietteria diurna (via dall'Aste,18) tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 15,30 alle 18,30 ( info e prenotazioni: tel 0543 712170 e teatrodiegofabbri@comune.forli.fc.it ) e on line sul sito www.teatrodiegofabbri.it .
E' ancora possibile sottoscrivere nuovi Abbonamenti alla stagione di Family fino al giorno del primo spettacolo, si in Biglietteria diurna che on line.

 

Romanzo d’infanzia di Bruno Stori è uno dei capolavori della Compagnia Abbondanza/Bertoni, uno spettacolo in cui il linguaggio del Teatro-Danza, normalmente riservato ad un pubblico non di giovanissimi, si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile

anche dai bambini. L’infanzia è il diamante della nostra vita, è grezza e abbagliante. Si può

scheggiarlo e offuscare la potenza della sua luce. E questo è male? Non so, ma fa male, molto

male. Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e

infelici. E che disastro i bambini senza amore o con troppo amore. Tra gli eterni deboli ci sono i

bambini. Crediamo che la diversità sia un diritto che va ribadito in ogni epoca e in ogni paese.

Insomma è sempre tempo di trovarsi dalla parte di chi perde, di chi è più debole. Da questi

presupposti deriva un metodo di lavoro che influenza e definisce soprattutto la drammaturgia e il

lavoro con i danzatori-attori, considerati più importanti del personaggio, del testo e portatori di

materiale umano prezioso e vivo. Questo lavoro parla del disagio infantile all’interno dei rapporti

primari-affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni,

del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. In scena due danzatori che si

alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, sì,

soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e fuggire e difendere e proteggersi e scappare

e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere. Una dedica a tutti coloro che non

possono fare a meno dell’amore.

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