7 dicembre 2017 - Forlì, Società

Cinema Apollo e cambio di destinazione d'uso, nasce gruppo Facebook per difendere la storia di Forlì

L'assessora Gardini: "Possibili solo opere di restauro". Turroni (Verdi) all'attacco: "Non c'è stata trasparenza"

Il cinema teatro Apollo, con la nuova destinazione d'uso, approvata dal consiglio comunale di martedì, potrebbe diventare un complesso di appartamenti e negozi e a Forlì nasce un gruppo facebook dal nome "Teatro Apollo: Forlì abbiamo un problema" amministrato dallo storico e giornalista Umberto Pasqui.

Numerose le adesioni per una pagina che vuole essere costruttiva e portare "idee, ricordi e progetti". "Lo scopo di questo gruppo – scrive Pasqui – è far vedere che teniamo alla nostra storia: evitiamo polemiche sterili, ricordando che si tratta di un bene privato" come l'Apollo che, inaugurato nel 1914, dal 2012 sopravvisse solo grazie a isolate iniziative.

Nel suo profilo Facebook l'assessora all'Urbanistica Francesca Gardini cerca di spiegare l'accaduto: "Nella seduta di martedì 5 dicembre, il Consiglio comunale di Forlì ha approvato il Regolamento Urbanistico Edilizio dell’Unione dei Comuni della Romagna forlivese. L’atto ha ricevuto 18 voti a favore (Pd i rappresentanti delle liste civiche Noi con Drei e Con Drei per Forlì), nessun parere contrario e sette astensioni (Forza Italia, Noi forlivesi e Gruppo Misto).

Si tratta di un documento molto importante e ampio che, al suo interno, contiene anche il recepimento (avvenuto ovviamente in base a quanto disciplinato dalla normativa) delle “Osservazioni” presentate da privati o relativamente a propri immobili.

Complessivamente sono state presentate 102 Osservazioni, una delle quali è della proprietà dell’ex Cinema Apollo. Per favorire un dibattito corretto va sottolineato che con il recepimento dell’Osservazione è stata accolta la richiesta di eliminazione della previsione di “Dotazione di tipo Ad3 - Teatri e strutture sedi di spettacoli", ritenendo condivisibili le principali attestazioni addotte dalla proprietà nella istanza ovvero che l'immobile da diversi anni non viene più utilizzato come sala cinematografica e che l'impegno economico rispetto alle dinamiche di mercato attuali e alle necessità di manutenzione, tasse e altro non è più affrontabile.

Si fa presente che l'indicazione della “Dotazione” è un elemento di carattere urbanistico che “registra” l'uso in atto dell'immobile ed è finalizzata alla conoscenza del territorio, per garantirne un assetto equilibrato, anche in termini di attrezzature collettive e servizi socio-culturali.

Tale precisazione è fondamentale perché permette di evidenziare che l’approvazione del RUE con l’Osservazione in esso contenuta nulla ha a che fare con interventi fisici sull’immobile, rispetto al quale è possibile attivare SOLO opere di Restauro e Risanamento conservativo tali da mantenere e possibilmente valorizzare le caratteristiche architettoniche e stilistiche dell’edificio. Si fa presente che osservazioni analoghe sono state accolte anche per altri edifici con l’obiettivo principale di favorire opere di restauro, riqualificazione e valorizzazione di edifici, per rifunzionalizzarli rispetto alla realtà attuale, con lo sguardo alla città del futuro, ma sempre in coerenza con la propria identità e la propria storia.

 

In netto contrasto l'ex senatore dei Verdi Sauro Turroni che parla di "decisione presa nel segreto delle stanze di qualche assessore senza trasparenza" e, afferma, "le scelte urbanistiche devono essere fatte nell'interesse generale della città e nella massima trasparenza.

Continua Turroni: "E' stato deciso di togliere la destinazione precedente che lo individuava come bene di interesse generale per la città per accontentare un cittadino. La città così perde una sua importante funzione, viene impoverita. I cittadini perdono un pezzo della loro identità".

 

 

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