1 dicembre 2017 - Forlì, Spettacoli

Al via la stagione teatrale di Galeata e Civitella

Con Marescotti, Lallestracci, Debora Villa, David Riondino

Al via la stagione teatrale di Galeata e Civitella, due comuni che investono nel teatro: Galeata ha appena ristrutturato e attrezzato  palcoscenico e galleria, Civitella sta procedendo alla ristrutturazione del suo gioiellino il Teatro Golfarelli e nell'attesa prosegue la programmazione di eventi nel Teatro comunale. 

Parte così  il 9 dicembre  con una festa di inaugurazione che è anche occasione per presentare la rassegna in maniera conviviale e  ritrovare il pubblico e gli abbonati e presentargli la programmazione, la stagione teatrale congiunta di Civitella e Galeata. E parte con le storie epiche e romantiche di calcio e ciclismo di Marco Ballestracci che con la sua capacitaà affabulatoria, sull'aria di canzoni di Conte e Jannacci ci porta in giro per le strade polverose del Tour de France o del Giro d'Italia o nelle trincee dei Balcani e della Campagna di Russia dove si cerca disperatamente di avere notizie sul Grande Torino. Ma poi la narrazione della rassegna si dipanerà tra le riflessioni sulle bestialità della neolingua italiana accompagnati da Ivano Marescotti e le riflessioni piu' semi che serie di Debora Villa sulla mezza età delle donne.

 

Ci si sposta poi a Galeata dove Roberto Abbiati ci farà entrare, proprio fisicamente 20 persone alla volta, all'interno del Pequod, la  nave di Moby Dick dove tra spruzzi d'acqua e apparizioni di Achab e altri personaggi seguiremo l'eterna metafora della ricerca di un nemico e di se stessi. Ad accompagnarci verso la primavera saranno poi le vicende che intrecciano comicita' e fatti di sangue di Alessandro Benvenuti per la prima volta nel  teatro bidentino. E' un gradito  ritorno invece quello di David Riondino con le sue storie di pianti di ministre, di alpini a Copacabana ed iresistibili (irresistibili?) ascese di astri nascenti della politica italiana.

A chiudere una signora del teatro italiano che a fianco di un astro nascente come Giovanni Anzaldo torna alle origini della sua carriera, quelle che da ragazzina che spiava di nascosto le prove del "maestro" la portarono a far parte della compagnia di Eduardo, con un testo particolarmente " denso"di Patroni Griffi .

 

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