13 novembre 2017 - Forlì, Agenda, Spettacoli

Gli ultimi giorni di vita di Pier Paolo Pasolini nel film "La Macchinazione" alla sala San Luigi

Settimo appuntamento per "L'Occidente nel labirinto"

Proiezione del film "La Macchinazione" per la regia di David Grieco mercoled 15 novembre 2017 alle ore 20.45. Sala San Luigi a Forlì.

Il settimo appuntamento del Festival L'Occidente nel Labirinto edizione XVII conclude la sezione cinema del festival, ma non ovviamente il festival stesso di questo 2017. Verrà proiettato la sera di mercoledì 15 novembre alle 20.45 il film "La Macchinazione" di David Grieco. Il film interpretato da un sorprendente Massimo Ranieri nei panni del poeta, regista, drammaturgo e scrittore ripercorre gli ultimi congestionati giorni della vita di Pier Paolo Pasolini seguendo fedelmente il repertorio di testimonianze fino alla morte avvenuta nella notte fra il 1 e il 2 novembre all'Idroscalo di Ostia.

Pur non volendo essere un docu-film il prodotto cinematografico confezionato nel 2016 dal regista David Grieco, che fu assistente volontario in alcuni dei film di Pasolini quando era poco più che ventenne, porta con dovizia di particolari nuova luce su un delitto che nella tesi del film sostiene la ipotesi dell'omicidio di Pasolini ad opera di un gruppo di almeno 5 persone fra le quali l'accusato Pino Pelosi, allora minorenne, avrebbe avuto un ruolo del tutto minore. Sullo sfondo gli intrecci con l'ultimo romanzo non completato di Pasolini che aveva scelto come titolo "Petrolio" e il caso poco conosciuto del furto dell'originale copia del materiale cinematografico "Salò" da parte di un sedicente gruppo della criminalità romana. Il film riapre con probabilità un'inchiesta che fu avviata senza tutti i riscontri che sarebbero stati necessari per inquadrare meglio la uccisione di un intellettuale che non sarebbe stato liquidato al termine di un perverso gioco omosessuale se mai come vittima sacrificale da parte di chi si riteneva leso delle indagini non solo culturali che Pasolini stava documentando sull'intreccio fra malavita, estremismo politico neofascista, potere politico di settori governatici dichiarati ed occulti. Un film da non perdere anche per i nuovi contributi alla verità. Ne discutono al termine Giacomo Manzoli, storico del cinema e docente al Dams dell'Università degli studi di Bologna e Pietro Caruso, giornalista e saggista.

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