19 ottobre 2017 - Forlì, Cesena, Politica

Maggiore autonomia all'Emilia-Romagna, a Palazzo Chigi la firma dei presidenti Gentiloni e Bonaccini

Il paluso di Confcooperative, scettica la Lega: "Tanto chiasso per niente"

Maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna, un obiettivo sempre più concreto e, da adesso, condiviso anche dal Governo. Il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno infatti firmato ieri mattina a Palazzo Chigi una Dichiarazione di intenti che formalizza l’avvio del percorso: “A seguito della risoluzione adottata il 3 ottobre dal Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna, al fine di ottenere forme e condizioni particolari di autonomia- si legge nel documento- il Governo e la Giunta regionale intendono dare corso a tale proposito”. “Le materie interessate- si prosegue nell’atto- saranno oggetto di ogni necessaria valutazione, da compiere anche in forma bilaterale, in modo da perseguire un esito positivo sia per la Regione sia per l’ordinamento repubblicano sia, soprattutto, nell’interesse del Paese”. 

La firma di oggi arriva appunto dopo il pronunciamento dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che lo scorso 3 ottobre, dopo aver discusso il Documento della Giunta regionale sul riconoscimento di una maggiore autonomia all’Emilia-Romagna, aveva approvato una risoluzione che dava mandato al presidente Bonaccini di avviare il negoziato con il Governo. La Giunta regionale ha infatti deciso di ricorrere alla Costituzione, che all’articolo 116, comma III, consente l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata.

La Regione Emilia-Romagna punta ad ottenere maggiore autonomia legislativa e amministrativa per poter gestire direttamente, e con risorse certe, materie fondamentali per l’ulteriore crescita sociale ed economica dei propri territori, oltre che per la semplificazione delle procedure amministrative e dei meccanismi decisionali, in quattro aree strategiche: lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all'innovazione; sanità; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture.

 

In merito alla dichiarazione Francesco Milza, il presidente Confcooperative Emilia Romagna ha dichiarato: "Con una maggiore autonomia amministrativa e legislativa, anche in termini di sburocratizzazione e rapidità dei processi decisionali, la nostra Regione può davvero diventare la locomotiva del Paese”.

 

Scettica invece la Lega: "Presentarsi a Roma per sentirsi dire che il Governo si riserva di effettuare tutti gli approfondimenti richiesti, in un processo che viene definito complesso, vuol dire tutto e niente. Non vi è alcun impegno romano per garantire all’Emilia-Romagna competenze aggiuntive, né tanto meno per trattenere risorse sul territorio. Bonaccini tratta su cinque, misere deleghe, rinunciando di fatto ad avere maggiore autonomia su temi fondamentali, quali ad esempio: porti e aeroporti (sui quali la Regione giocherebbe un ruolo strategico); rapporti internazionali con l’Ue, sul commercio estero, l’ordinamento della comunicazione e le grandi reti di trasporto e la distribuzione dell’energia»

 

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