10 luglio 2017 - Forlì, Sport

Migranti e sport: tensione ai Romiti. Molea: "Le partite ve le organizza Aics"

"Residenti, se vi arrivano le pallonate rimproverateli come fareste con qualunque dei vostri nipoti"

«Basta polemiche sui migranti, lasciate a quei ragazzi almeno la bellezza di una partita di pallone. E ai giocatori dico: venite da me, il torneo di calcio ve lo organizza Aics». Il deputato forlivese Bruno Molea, presidente nazionale dell’ente di promozione sociale e sportiva Aics, Associazione Italiana Cultura Sport, commenta così le proteste che si sono levate nel quartiere Romiti contro un gruppo di giovani migranti che hanno scelto l’area verde “Balducci” per le loro partite a calcio.

«Da anni, Aics è anche centro di accoglienza - spiega l’onorevole Molea –. Diamo ospitalità a giovani richiedenti asilo arrivati in Italia dopo giorni, settimane di viaggio. Organizziamo per loro decine e decine di attività che abbiano il compito di farli conoscere alle comunità che li ospitano, di farli sentire parte integrante di queste comunità, ma anche di dar loro la possibilità, tra mille difficoltà, di superare i drammi affrontati per arrivare fino a noi. Tra queste attività, la fa da padrone lo sport, con il suo carico di valori positivi, primo tra tutti proprio quello dell’integrazione. La fotografia scattata ai Romiti dei giovani ragazzi di colore che giocano a calcio tra gli anziani del quartiere trovo sia una sintesi positiva di cosa l’Italia sta diventando. Non possiamo più considerare l’immigrazione come un fenomeno di emergenza: ciò significa che dobbiamo usare le forze che abbiamo per gestirla al meglio. Le armi più potenti di Aics sono, in tal senso, proprio lo sport e la cultura sportiva: quella del rispetto delle regole, dell’amicizia, del rispetto dell’altro. Se così è, ben venga la partita di pallone. E a questi ragazzi, dico: venite da noi, in Aics. Vi organizziamo noi il torneo, come abbiamo già fatto a Firenze dove abbiamo fondato la prima squadra di atletica formata da soli migranti, o come già fatto a Napoli dove abbiamo non una, ma due, squadre di calcio anch’esse partecipate da giovani richiedenti asilo. Ai residenti, lancio invece un appello: se le pallonate vi arrivano addosso, rimproverate i giocatori e invitateli a prestare attenzione come fareste con qualunque dei vostri nipoti. E guardate il bello che c’è dietro: lo sport tiene lontani anche noia, disagio e delinquenza».

 

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