18 giugno 2017 - Forlì, Sport

Piscina di Forlì, qualche precisazione sulla sicurezza

"Non ci sono situazioni di pericolo per utenti e atleti"

Alla luce delle risposte fornite anche dall'amministrazione comunale nel corso dell'ultima seduta di consiglio, Piscinae SSD sottolinea che non sussistono situazioni di pericolo per gli utenti né per gli atleti che si allenano nell'impianto di via Turati.

Nello specifico caso del malore riportato dalla stampa locale e discusso anche nelle sedi istituzionali, la relazione del pronto soccorso non evidenzia elementi che creino alcun allarme. I parametri dell'aria così come dell'acqua sono continuamente monitorati proprio per tutelare tutte le persone che frequentano la struttura. Come segnalato anche il 2 giugno scorso, per garantire la massima trasparenza e sicurezza, da settembre sarà installato e reso operativo un monitor con cui verrà segnalata la temperatura dell'acqua e concentrazione di cloro in tempo reale: questo in un'ottica di continuo miglioramento degli standard qualitativi dei servizi erogati agli utenti della piscina.

Piscinae SSD è rimasta esterrefatta da alcune affermazioni, peraltro verbalizzate e quindi facilmente riscontrabili, lanciate nel corso dell'ultimo consiglio comunale. Pensare, anche lontanamente, che possa “scapparci il morto”, è profondamente offensivo nei confronti di tutto il personale che lavora quotidianamente in piscina e rimanda un'immagine distorta di un impianto che è tra i migliori in tutta l'Emilia Romagna.

E' stato chiesto di mettere in discussione la gestione della struttura di via Turati sulla base di valutazioni parziali e utilizzate in maniera strumentale tanto che, e anche questo è verbalizzato, il parere dell'Avvocatura non sfiora minimamente l'ipotesi di una risoluzione del contratto tra Piscinae e Comune di Forlì. Questo perché le irregolarità evidenziate dai Vigili del Fuoco (nella fattispecie porte di sicurezza un po' dure da aprire e alcuni estintori fuori posto benché ce ne siano molti di più rispetto a quanto richiesto) sono state tutte risolte entro i 30 giorni previsti dalla legge. Ad avvalorare questa posizione anche un passaggio sostanziale e anche questo presente nella trascrizione del verbale del consiglio comunale, in cui si legge: “Il comportamento del concessionario è stato in linea con quello che gli è stato imposto di fare e il Comune non poteva adottare provvedimenti così gravi come la risoluzione del contratto”.

 

Lo stesso assessore competente, rispondendo ai question time presentati, ha dichiarato: “i rilievi eccepiti dal comando provinciale Vigli del Fuoco non rientrano tra le ipotesi previste dall'articolo 23 del disciplinare di concessione.[...] la diffida ad adempiere da parte del Comune non si è resa necessaria, stante il corretto adeguamento da parte del gestore entro il termine indicato di 30 giorni, a quanto riscontrato nel verbale dei Vigili del Fuoco”.

Da ultimo la questione riguardante la carta intestata utilizzata dal gestore per le sue comunicazioni. In realtà non c'è molto da dire: è sempre la stessa dal 2008 ad oggi.

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