27 aprile 2017 - Forlì, Sanità

Laparoscopia e robotica a confronto: Forlì capitale della chirurgia oncologica e ginecologica

Un corso all'Ospedale "Morgagni-PierantonI" in maggio per mostrare le ultime tecniche mininvasive

All'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì laparoscopia e robotica saranno a confronto in un corso che si terrà nelle giornate del 18 e 19 maggio.

Scopo primario è quello di mostrare le ultime tecniche mininvasive e Nerve Sparing (tecnica chirurgica che nell'asportazione preserva i nervi che governano la minzione e la sessualità)  nell’affrontare la patologia oncologica uterina, endometriale e cervicale. L’evoluzione tecnologica e l’introduzione in ambito clinico della laparoscopia ha creato nuovi scenari per il chirurgo. La tecnica robotica presenta indubbi vantaggi per la paziente e per l’operatore e da circa un decennio si sta diffondendo e sviluppando, affiancandosi alla tecnica laparoscopia, che ha già una storia più lunga e casistiche più numerose nell’affrontare tali patologie oncologiche. Responsabile Scientifico del corso è Celestino Claudio Bertellini, direttore dell'unità operativa di Ostetricia Ginecologia Ospedale dell'ospedale di Forlì. Il comitato Scientifico è composto da Andrea Amadori, Laura Donati, Anna Maria Fulgieri, Filomena Grimolizzi, Isabella Strada dell'Unità Operativa di Ostetricia Ginecologia del "Morgagni-Pierantoni".“

 

L'ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì è stato il primo in Emilia Romagna ad utilizzare il robot chirurgico in ginecologia.Da dicembre 2013, infatti, l’U.O. di Ginecologia-Ostetricia forlivese, diretta dal dott. Celestino Claudio Bertellini, offre alle proprie pazienti anche questa opportunità, l'intervento con il robot.

 

"In Italia, dopo l’urologia, è la ginecologia la branca in cui più si utilizza il robot, mentre a livello mondiale è addirittura la prima – commenta il dott. Bertellini – d’altronde, i risultati sono nettamente migliori rispetto alla laparoscopia:  gli interventi risultano meno impattanti, e quindi, presentano un miglior decorso post-operatorio e una più rapida ripresa delle normali attività. L’abbiamo verificato anche nelle pazienti operate sino ad ora a Forlì: tutti i casi hanno avuto un esito molto positivo». Il robot, inoltre, ha indubbi vantaggi pure per il chirurgo. «Operare è più facile, perché possiamo effettuare movimenti a 360 gradi, che gli strumenti classici della laparoscopia non consentono; in più, abbiamo a disposizione una visione a tre dimensioni».

L’impiego del robot rientra nel più vasto progetto di sviluppo delle tecniche di chirurgia mini-invasiva in campo ginecologico, compresa l’oncologia, che il dott. Bertellini ha portato avanti sin dal suo arrivo alla direzione dell’unità, il 29 marzo 2011. In questi due anni, infatti, ha rivoluzionato l’approccio chirurgico, passando da interventi tradizionali, spesso laparotomici,  a interventi per via vaginale, e a operazioni sempre meno traumatiche e invasive, quali l’isteroscopia e la laparoscopia, dirette a garantire un minor impatto sulle pazienti, in quanto permettono una visione diretta degli organi interni senza necessità di effettuare particolari aperture."

 

Da questi presupposti è nata l'idea l’idea di un corso rivolto in particolare agli specialisti ginecologi oncologi con l’intento di illustrare le opzioni tecniche e chirurgiche da praticare nelle diverse situazioni cliniche. In ambito chirurgico l’esperienza dell’operatore è fondamentale nella scelta del tipo di tecnica chirurgica ed è possibile effettuare una scelta ragionata e consapevole volta al miglior outcome per il paziente.

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