10 aprile 2017 - Forlì, Politica

Rincari richiesti da Hera

Lina Amormino (Lista Civica): "Che Cesenatico si imponga per vederci chiaro"

E alla fine si scopre che la raccolta e gestione in house dei rifiuti non solo è proficua ma anche economicamente vantaggiosa e adeguata. Non ne sono convinte solo le associazioni ambientaliste di Forlì ma la stessa Atersir che dopo una istruttoria durata diversi anni è arrivata a queste conclusioni, almeno per quel che riguarda il comprensorio forlivese. Con la fuoriuscita di Hera, stando alle simulazioni, si potrebbe arrivare ad un taglio della tariffa (applicata in modo rigorosamente puntuale) fino al 20%. La politica di chi più produce scarti più paga, sembra davvero avere riscontri positivi, ma questa è una regola che pare valere su un territorio differente rispetto a quello cesenate e cesenaticense, dove invece, sembrano vigere leggi e pareri “blinati” opposti, dato che proprio di questi giorni si parla di un ulteriore aumento sulla tassa dei rifuti.

Detto questo si evidenzia un nuovo e inquietante caso, il rincaro richiesto da Hera e approvato da Atersir sulle tariffe: un ritocco che peserà sui Comuni ma ancor di più sui cittadini.
Si stanno scatenando già le polemiche e torna fortemente in auge l'idea di intraprendere la strada di una gestione in house del servizio, questo per garantire maggiore trasparenza a livello di costi a carico delle amministrazioni e dei cittadini.

Il Comune di Cesenatico nel 2015 stava già valutando l'ipotesi di muoversi verso la gestione “in casa” del servizio rifiuti, ma lo schieramento dei territori del cesenate non ha consentito all'amministrazione Buda di intraprendere questa strada, dato che la maggioranza dei sindaci si è espressa a favore del mantenimento dell'appalto ad Hera. “Uniche voci fuori dal coro siamo stati noi e Bagno di Romagna – ricorda Lina Amormino – due Comuni che avevano chiesto di essere inseriti nel progetto del territorio forlivese ma la Regione ha rifiutato, per cavilli opinabili e volendo pure impugnabili”.

“Oggi i Comuni si trovano a dover imporre degli aumenti sulla Tari senza avere spiegazioni né chiarimenti sulle voci di costo e questo non è accettabile. A buona ragione l'assessore al bilancio del Comune di Forlì, con il sostegno dei sindaci del territorio presenterà un ricorso al Tar: Cesenatico dovrebbe fare lo stesso. Gozzoli dovrebbe aggiungersi a quelle amministrazioni che vogliono vederci chiaro.”

Anche sulla bollettazione la consigliera della lista civica invita a fare i dovuti distinguo: “E' facile farsi belli con le idee e le scelte decise da altri. L'internalizzazione della Tari è frutto di un lavoro che abbiamo avviato sapendo che avrebbe portato ad un grande risparmio e, sopratutto, ad un recupero efficace delle somme inevase”.
“Avevamo dato avvio ad una gara per l'affidamento del servizio interno al Comune e raggiunto una graduatoria definitiva di assegnazione. Dopo l'analisi di un ricorso presentato da uno dei partecipanti il servizio sarebbe partito – illustra Lina Amormino – In mezzo ci sono state le elezioni, il cui epilogo lo conosciamo tutti. Infatti il servizio è andato a una societa' partecipante alla gara agli stessi costi il servizio. È paradossale che oggi si complimentino tra loro”.

Nei primi giorni di marzo sono stati notificati 1400 avvisi di accertamento, più o meno, su omessi o parziali pagamenti della tassa. “Ancora più paradossale è che non più tardi di un anno fa il PD che ora amministra questo territorio invitava provocatoriamente i cittadini a non pagare la Tari . Cosa diranno oggi? Inviteranno ancora alla disobbedienza?”.

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